Sulla votazione popolare del 24 settembre un appello dei Democratici di Sinistra italiani in Svizzera
ZURIGO - Il prossimo 24 settembre gli elettori svizzeri dovranno pronunciarsi sull’ennesima iniziativa popolare volta a limitare e a ridurre il numero degli stranieri residenti nella Confederazione. Si tratta della settima iniziativa contro il cosiddetto "inforestieramento" lanciata in Svizzera dagli anni settanta in poi e fa leva, come nelle precedenti occasioni, sui temi ben noti della xenofobia e dell’ostilità verso gli immigrati.
Le forze progressiste per una Svizzera tollerante
Rispetto alle precedenti iniziative, tutte respinte dal popolo svizzero, quest’ultimo tentativo appare particolarmente insidioso, perché propone l’approvazione di una norma costituzionale che limiti al 18% della popolazione la quota degli stranieri autorizzati a risiedere in Svizzera.
Nel confronto con altri Paesi europei, la soglia psicologica del 18% proposta dai promotori dell’iniziativa rappresenta infatti un tasso d’immigrazione comunque elevato e potrebbe raccogliere anche il consenso di molti elettori moderati non necessariamente ostili alla presenza delle comunità immigrate. Non bisogna perciò dare per scontato l’esito della votazione né sottovalutare le inevitabili ripercussioni negative sulle politiche a favore degli immigrati che comporterebbe l’eventuale successo dell’iniziativa. Un pronunciamento netto e inequivocabile dell’elettorato contro questa iniziativa è nell’interesse di tutte le comunità straniere che vivono in questo Paese.
I Democratici di sinistra in Svizzera invitano perciò tutte le organizzazioni della comunità italiana a sostenere la campagna di sensibilizzazione promossa dal Comitato d’azione "Appello per una Svizzera tollerante", coordinato dal sindacato dei media "comedia", al quale aderiscono le principali forze politiche progressiste e sindacali svizzere.
L’appello
Il futuro della Svizzera dipende dalla nostra capacità di convivenza. Le persone, le organizzazioni e le imprese firmatarie del presente appello rivendicano perciò una politica verso gli stranieri che
L’introduzione di quote prestabilite, come propone l’iniziativa del 18%, non permette di realizzare una politica d’immigrazione proiettata verso il futuro. Essa viola l’accordo sulla libera circolazione delle persone stipulato con l’Unione Europea ed è contraria alla tradizione umanitaria della Svizzera in materia di asilo politico. Ostacola lo sviluppo economico e demografico della Svizzera e nuoce al prestigio internazionale del Paese.
L’iniziativa del 18% è frutto di una politica del rifiuto e dell’isolamento. Una Svizzera convinta dei propri mezzi non ha alcun bisogno di chiudersi di fronte al resto del mondo. La tolleranza e l’apertura la rendono più forte e più ricca.
Per questi motivi diciamo NO all’iniziativa del 18 per cento.
Per ulteriori informazioni o per un’eventuale adesione all’appello ci si può rivolgere a: Appell für eine tolerante Schweiz, Postfach 7876, 3001 Bern, Fax 031 329 69 70, sito internet: www.toleranteschweiz.ch