Carlo Consiglio (CGIE Canada) sul voto all'estero: gravissimi problemi se passa la legge ordinaria proposta al Senato
TORONTO - Purtroppo, nonostante le dichiarazioni di facciata tutte entusiaste per un traguardo storico oramai vicino, i nemici del riconoscimento del diritto di voto in loco per gli italiani all'estero sono sempre in agguato. Purtroppo, e mi scuso per la ripetizione, i veri nemici non sono quelli che in modo palese hanno contrastato e contrasteranno la conclusione dell'iter parlamentare del cosiddetto pacchetto voto. I veri nemici sono annidati soprattutto tra coloro che stanno girando il mondo assumendosi la paternità della battaglia sul voto per gli italiani all'estero e la maternità del successo finale.
Per provare ciò basta dare una scorsa anche superficiale al testo della legge ordinaria proposta in Senato.
Nella proposta di legge rispuntano i collegi che prospettano la suddivisione della Circoscrizione estero in grandi aree geografiche. Se tale proposta dovesse passare, di fatto significherebbe creare gravissimi problemi che metterebbero a rischio l'esercizio del diritto di voto in Paesi quali il Canada e l'Australia.
Chi propone certe soluzioni dimostra di non essere a conoscenza di un lavoro certosino delle nostre rappresentanze diplomatiche in questi Paesi che hanno superato le originarie resistenze a che il diritto di voto potesse essere esercitato in loco. Tale superamento è stato motivato con la circostanza che con l'istituzione della Circoscrizione estero non vi era più collegamento tra il parlamentare eletto ed il territorio nazionale di quel Paese. Con la formulazione proposta dalla relatrice alla Commissione Affari Costituzionali si ritorna ad un discorso accantonato che se riattualizzato comporterebbe di fatto l'esclusione dall'esercizio del diritto di voto dei connazionali che vivono in Australia e in Canada.
Anche se può comprendersi che vi è l'esigenza di una rappresentanza geografica di tutte le comunità italiane nel mondo, se si vuol raggiungere tale obiettivo bisogna trovare soluzioni alternative se non si vuole raggiungere la certezza dell'esclusione delle due comunità più giovani e più vive.
Altro elemento perturbatore è il voler riproporre che l'iscrizione alla circoscrizione estero non sia automatica ma a richiesta, e ciò non tenendo conto delle indicazioni formulate dal C.G.I.E.
Sarebbe opportuna una meditata riflessione per non commettere errori che vanificherebbero per tanti di noi l'esercizio dei nostri diritti. (Carlo Consiglio*-Inform)