Prima riunione alla Farnesina dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura all’estero
Dini: Fare della cultura un elemento portante della politica estera italiana
ROMA - In continuità con la terza riunione degli Ambasciatori italiani nel mondo, alla Farnesina si sono riuniti per la prima volta i 93 Direttori degli Istituti Italiani di Cultura all’estero. Tra i due eventi non vi è soltanto continuità temporale: come ha osservato il ministro degli Esteri Lamberto Dini nel suo intervento di apertura, la promozione di una immagine integrata del "sistema Italia", soprattutto se considerata in relazione alla sua proiezione esterna, risponde ad una necessità. Necessità che, a sua volta, discende dallo stretto legame, sempre più visibile, della cultura con l’economia e la politica estera. Occorre, dunque, tra questi settori, definire e attuare una strategia comune, che nasce dalla consapevolezza che soltanto una più stretta collaborazione tra queste discipline permette di sviluppare in maniera compiuta tutte le potenzialità.
Il contesto internazionale - ha rilevato il ministro degli _Esteri - è caratterizzato da una spinta verso una sempre più marcata globalizzazione, cui fanno riscontro, però, rivendicazioni etniche e nazionali suscettibili di provocare tensioni e conflitti a carattere regionale. In tale situazione gli strumenti culturali svolgono una duplice importante funzione: quella di facilitare le comunicazioni e quella di esprimere e di salvaguardare le singole identità. La collaborazione fra culture aiuta al confronto e all’approfondimento delle conoscenze reciproche, salvaguarda e non mortifica la ricchezza insita nelle diversità, anzi l’esalta.
L’Italia - ha inoltre affermato Dini - si trova al centro di questo ricco intreccio di voci e di toni diversi. Storicamente, per la sua unità politica relativamente recente e l’esistenza dei suoi mille campanili. Geograficamente, per la sua posizione centrale nel Mediterraneo, un crocevia di etnie, di religioni e di culture nel quale si stanno muovendo forti flussi migratori, che ricordano quegli spostamenti che hanno caratterizzato nei secoli le vicende dell’Europa e del suo mare. La nostra proposta culturale deve allargarsi sino a comprendere aspetti quali la moda, la gastronomia, il design, insomma tutta la vasta gamma di attività che rispecchia il carattere creativo del "genio" italiano. Nel nostro Paese, le imponenti testimonianze storiche e artistiche del passato convivono con avanzate strutture architettoniche, sofisticate realizzazioni scientifiche e innovative proposte imprenditoriali.
Dobbiamo darci come obiettivo quello di essere sempre meglio attrezzati per tale compito, ottenendo maggiori mezzi e chiedendo a chi li gestisce una piena consapevolezza del proprio ruolo e della propria responsabilità. Per questo il Ministero deglio Esteri ha voluto riunire sia gli Ambasciatori, cui spetta un ruolo di vigilanza e di indirizzo generale, sia i Direttori degli Istituti di Cultura, della cui autonomia nelle scelte culturali tutti debbono essere coscienti.
La prima riunione dei Direttori degli Istituti di Cultura è l’occasione per discutere, insieme a rappresentanti del mondo della cultura e delle istituzioni, i contenuti della promozione all’estero della lingua e della cultura italiane. E’ una sfida che il Ministero degli Esteri ha raccolto con entusiasmo - ha precisato infine Dini -, come attesta lo schema di provvedimento che aggiornerà la Legge 401 del 1990 e che ci accingiamo a varare. Uno dei suoi elementi di fondo sarà la previsione di accresciute risorse umane e finanziarie, al fine di metterci in condizione, come già avviene nei principali Paesi europei, di far pienamente corrispondere le nostre azioni e le nostre iniziative al proposito, più volte ribadito, di fare della cultura un elemento portante della nostra politica estera. (Inform)