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INFORM - N. 138 - 20 luglio 2000

Volontari nel mondo – Focsiv chiede al G8 un forte impegno per la riduzione del debito

ROMA - La scorsa settimana il Parlamento italiano ha approvato all’unanimità una legge che impone al Governo di condonare, nell’arco dei prossimi tre anni, almeno 8 mila miliardi di Lire dei crediti che l’Italia vanta nei confronti dei Paesi più poveri altamente indebitati. Nell’imminenza del Vertice del G8, questo provvedimento assume una valenza politica di grande rilevanza e la tempestività dell’approvazione della legge assegna all’Italia un ruolo di precursore nei confronti degli altri Paesi ricchi, offrendo a modello la propria mossa legislativa.

Alla vigilia del Vertice di Okinawa, Volontari nel mondo - FOCSIV (la Federazione degli Organismi Cristiani di Servizio Internazionale Volontario) lancia un forte appello ai membri del G8 affinché tutti intraprendano con misure altrettanto concrete il cammino dell’effettivo alleggerimento del debito dei Paesi più poveri.

"Il fardello del debito estero grava in misura crescente sui Paesi poveri del pianeta – dichiara il Direttore Generale della Federazione, Sergio Marelli – e quindi sulle fasce più svantaggiate della popolazione, restando una delle cause maggiori che impediscono uno sviluppo delle loro economie. L’escalation che ha portato il debito complessivo dei paesi poveri dai 70 miliardi di dollari del 1970 agli attuali 2500 miliardi, è un’ennesima dimostrazione della perversione dei sistemi e dei meccanismi finanziari che regolano, ma non regolamentano, i rapporti economici a livello internazionale."

In una lettera inviata da Caritas Internationalis e CIDSE (il coordinamento delle organizzazioni di sviluppo facenti capo alle Conferenze Episcopali di Europa e Nord America, di cui Volontari nel mondo – FOCSIV è il membro italiano) a tutti i leader del G8, si chiede che al Vertice di Okinawa vengano affrontati concretamente "il lento ritmo di realizzazione e il debole impegno per il finanziamento" delle iniziative di riduzione del debito (HIPC), nonché "la carenza di un adeguato sistema di misurazione per la sostenibilità del debito in relazione agli obiettivi di sviluppo internazionale del 2015". (Inform)


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