Narducci al "Corriere della Sera: "rozza ironia" di Sartori sul voto all'estero
ZURIGO - "Non è con sorpresa, il fatto purtroppo non costituisce novità, ma è con un senso di diffuso fastidio che dalle colonne del suo giornale abbiamo avuto modo di constatare con quale atteggiamento di manifesta superficialità il prof. Sartori si ponga nei confronti della questione dell’esercizio del diritto di voto all’estero. Fastidio che sconfina nell’indignazione se pensiamo che il prof. Sartori è uomo al quale viene riconosciuta consolidata autorevolezza.
Ferma restando la piena libertà del professore di esprimere il proprio parere, ci sembra però che, fedele al ritornello che ciclicamente ripropone, Sartori banalizzi la questione inserendola, così da farla sembrare pretestuosa, in un confronto fuorviante con problemi la cui rilevanza non ci permetteremmo in alcun modo di sottovalutare.
In questa fase in cui l’esercizio del diritto di voto all’estero è al centro di un dibattito parlamentare che, nostro malgrado, nel modo in cui troppo spesso è costretto a ripartire, sollecita talvolta i ricordi infantili del "gioco dell’oca", la rozza ironia, con la quale il prof. Sartori liquida la faccenda, contribuisce in modo colpevole alla diffusione del comodo pregiudizio. In tal modo, il prof. Sartori si conferma nella schiera di coloro che celebrano il trionfo di quell’ignoranza che della specifica questione impedisce di cogliere la vera dimensione".
Questa la lettera che il segretario generale del CGIE, Franco Narducci, ha inviato al direttore del "Corriere della Sera" Ferruccio de Bortoli. L'iniziativa fa seguito alla mozione, presentata da Camillo Moser ed accolta all'unanimità dall'Assemblea del Consiglio generale degli italiani all'estero, in cui si chiedeva di rispondere all'intervista al prof. Sartori, apparsa sul Corriere della Sera del 6 luglio, in cui venivano riportate "frasi oltraggiose nei confronti degli italiani all’estero e della legge relativa alla circoscrizione estero per il voto politico". (Inform)