Da "Pagine", Venezuela del 30 giugno 2000, un articolo di Vitaliano Vita (CGIE)
Voto all’estero - Se non passa: potremo votare? come? dove? per chi?
CARACAS - Il Senato della Repubblica, emendando il testo della proposta riguardante la modifica degli artt. 56 e 57 della Cost. approvato dalla Camera, con la quale si determinava il numero dei parlamentari da attribuire alla Circoscrizione estero, ha di fatto annullato la precedente approvazione e dato corso al "reinizio" dell'iter legislativo costituzionale. La Camera quindi dovrà pronunziarsi sulla modifica del Senato. Se sarà approvata dovranno trascorrere tre mesi perchè le Camere possano tornare a votarla in seconda lettura. Se nella seconda votazione non sarà approvata a maggioranza dei due terzi da ciascuna delle Camere, la legge può essere sottoposta a referendum "confirmatorio" nei tre mesi successivi alla sua (ultima) approvazione. Considerato che restano 9 mesi per la presentazione delle liste per le elezioni del 2001, che sei mesi sono richiesti per le pause legislative e che altri due mesi sono assorbiti dalle ferie estive, natalizie e infrasettimanali, il tempo a disposizione è pressoché esaurito e non si vede come si possano anche approvare le leggi ordinarie ed i regolamenti di applicazione.
Così sembra fondata la preoccupazione di non poter votare!
Per alcuni il tentativo di una ripresa di dialogo tra maggioranza e opposizione sulla possibilità di riuscire a varare, prima delle prossime consultazioni, una legge elettorale in grado di garantire un governo più stabile, avrebbe indotto il Senato a modificare il testo degli artt. 56-57. Secondo la relatrice la clausola eliminata avrebbe impedito di attuare quanto invece si sta cercando di fare con una legge elettorale ordinaria..." c’è la preoccupazione, dice la Sen.Prisco, di inserire nella Costituzione una norma che mantiene ferma la determinazione dei collegi ... con il rischio di precludere una qualche ipotesi di legge elettorale ". Per Rotelli FI, che sembra mettere in dubbio la sincerità e le le preoccupazioni della Prisco, "la maggioranza mira soltanto a scippare sei senatori... (evidentemente a FI). Poi, riferendosi alle assicurazioni - sugli attuali dubbi - a suo tempo date dallo stesso presidente della Commissione Affari costituzionali, il Ds Villone, Rotelli ricorda come ben diversi fossero gli atteggiamenti Ds prima dei risultati elettorali delle recenti elezioni; e con lui Minardo FI: " la modifica degli artt.56-57 viene proposta in maniera da non assolvere compiutamente il diritto di voto degli italiani all'estero... si dovrà allora intervenire con legge ordinaria, magari anche riprendendo il progetto della istituzione del Ministero per gli italiani all'estero... Dello stesso parere il Sen. Bettamio FI, che pur ritenendo demagogica la scelta effettuata conferma che il Gruppo di FI voterà, comunque, a favore e che si adopererà per consentire un iter rapido del provvedimento. ...
Tuttavia non sono mancati "i contrari" come il Sen. Gubert (g.m) che ha ritenuto inammissibile la richiesta di sospensione avanzata dalla relatrice ad esame degli emendamenti iniziato ed i "tiepidi" come la Sen Pasquale AN che annunzia la astensione del suo gruppo, in quanto pur ammettendo di condividere le apprensioni per le possibili complicazioni che potrebbero causare certi limiti contenuti nel testo approvato dalla Camera, tuttavia non se la sente di votare la modifica della legge, non fosse altro che per rispetto alle attese degli italiani all'estero ed alle battaglie che AN ha portato avanti in favore dei loro diritti.
Una difesa inaspettata e gradita è stata quella del Senatore Stiffoni della Lega che, nell'augurarsi una pronta approvazione della legge in favore del voto agli italiani all'estero, ha auspicato che, oltre al diritto del voto, sia loro garantito anche quello di ritornare a stabilirsi nella loro terra, diritto che dovrebbe essere esteso anche ai figli dei figli ed ai loro discendenti.
Una situazione tesa quella che stanno vivendo gli italiani all'estero e che certamente non viene migliorata dalla prospettiva delle conseguenze che possono verificarsi nel caso di mancata approvazione delle modifiche costituzionali degli artt. 56 e 57.
Non è infondato infatti che, verificandosi tale circostanza, gli italiani all’estero potrebbero non essere più né elettori né eletti. Infatti la modifica dell’art. 48 della Cost. ha sancito che, per consentire agli italiani all'estero di eleggere propri candidati, è istituita una circoscrizione estero alla quale sono attribuiti seggi con legge costituzionale... il che vuol dire che gli italiani all'estero (quelli residenti all'estero iscritti all'Aire) per poter votare devono farlo nella "loro" circoscrizione, dove potranno eleggere i loro rappresentanti.
Ma cosa accadrà se la norma costituzionale di riferimento (artt. 56 e 57) non avrà stabilito per tempo il numero dei seggi per l'elezione delle Camere? Gli italiani all’estero, che con la nuova norma sono tenuti a votare nella circoscrizione estero, che cosa voteranno e chi eleggeranno? Ciò starebbe a significare che questi non possono votare neanche se tornassero o si trovassero in Italia! L’art.48, così come approvato, non contiene principi di indirizzo, ma prescrizioni precise che non possono essere superate o modificate da una legge ordinaria la quale, se prevista, lo è per rendere attuativo il contenuto, non per cambiarlo. Nè possono prevalere al suo cospetto, come è stato affermato nel dibattito al Senato, clausole optative di circostanza. Un bisticcio giuridico aggravato da interessi e motivazioni diverse e concorrenti.
Si potrebbe anche pensare che, dopo i recenti risultati elettorali, sia aumentata la prudenza verso iniziative incerte, fatto che avrebbe consolidato la formazione di un partito trasversale che coltiva l’illusione di potersi avvantaggiare del voto di ritorno, ossia che gli italiani all'estero, non potendo votare nella (loro) circoscrizione estera, per la mancata approvazione delle modofiche degli artt. 56-57 Cost. torneranno a votare nei collegi di provenienza.
Noi preferiamo pensare che il partito trasversale (che ha approvato al Senato a forte maggioranza il provvedimento in questione), sia formato da persone responsabili che vedono nel voto agli italiani all’estero un importante passo verso la costituzione di un paese globale, alla cui realizzazione nessuno più dell’Italia può aspirare! (Vitaliano Vita*-Pagine/Inform)
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Membro del CGIE Venezuela