* INFORM *

INFORM - N. 118 - 22 giugno 2000

Corrispondenza da Asmara

Eritrea verso la normalità ma urgono aiuti per gli sfollati

ASMARA - Il piano di pace accettato finalmente dall'Etiopia ha prodotto qui in Eritrea un certo senso di sollievo ma nessun entusiasmo. Il nemico è ancora in casa e finché non si sarà ritirato al di là dei confini gli eritrei continueranno ad essere in stato d'allerta. Dai campi degli sfollati nessuno ancora si è allontanato. Le vicine grandi piogge potranno solo procurare ulteriori danni se gli agricoltori non torneranno a preparare i loro campi per i prossimi raccolti. La regione del Gash Berka, donde proviene il 60 per cento del prodotto agricolo, è quella infatti maggiormente colpita dall'aggressione etiopica. Gli sfollati continuano a ricevere visite di rappresentanti delle maggiori organizzazioni umanitarie internazionali (Unicef, Croce Rossa, eccetera). E' del 18 giugno la visita di Maria Pia Fanfani al campo di Debaroa che contiene oltre 65 mila sfollati. Da parte sua l'Ambasciata d'Italia ha reso noto che il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) è stato incaricato di gestire un fondo di 15 milioni di dollari destinato all'Eritrea e messo a disposizione dal Governo italiano. E gli aiuti continuano a giungere, ma sono ancora insufficienti a coprire le necessità di quei poveri derelitti che si sono allontanati dalle loro case, privi di tutto.

Per quanto riguarda i campi di raccolta dei cittadini etiopici, pian piano vengono organizzati in maniera più adeguata ed ospitale; comunque, pare che ne non vengano inviati degli altri. Alle accuse delle autorità etiopiche di trattamento inumano dei loro concittadini, il Governo eritreo ha risposto ufficialmente affermando che i colpevoli di atti d'intolleranza, se identificati, saranno puniti severamente e che nessun cittadino etiopico sarà fatto allontanare dall'Eritrea contro la propria volontà. Intanto un primo gruppi di etiopici è partito in pullman scortati da autovetture della Croce Rossa. Nulla di paragonabile ai 75 mila eritrei, spogliati di tutti i loro averi e cacciati via con la forza dall'Etiopia, molti dopo essere stati imprigionati e torturati. Secondo gli organi d'informazione eritrei sarebbero ancora parecchie migliaia gli eritrei che languono nelle prigioni etiopiche. E' di alcuni giorni or sono la notizia che gli eritrei (un centinaio circa) che si trovavano ancora nel Tigrai sono stati espulsi con le medesime maniere. Al contrario, i tigrini presenti ad Asmara continuano a lavorare e a muoversi indisturbati, soprattutto dopo l'intervento delle autorità eritree.

Il 20 giugno si è celebrato il Giorno dei Martiri, in memoria dei caduti nella trentennale guerra di liberazione dell'Eritrea nei riguardi dell'Etiopia, ai quali si aggiungono i morti in quest'ultimo sanguinoso conflitto. Cortei e fiaccolate hanno percorso le vie di Asmara, seguiti nella giornata di venerdì da preghiere di suffragio nelle moschee. E' da sottolineare che i musulmani d'Eritrea sono stati determinanti nell'inizio, nella conduzione e nella conclusione vittoriosa della lotta trentennale per la liberazione dall'Etiopia. (Rita Di Meglio-Inform)


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