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INFORM - N. 110 - 12 giugno 2000

La Toscana contro la violazione dei diritti umani. Il Nobel per la pace Rigoberta Menchù incontra a Firenze il presidente della Regione Martini

FIRENZE - "Pensavamo che molte cose fossero state superate, ma la paura è tornata, abbiamo ancora bisogno della vostra solidarietà". E' con queste parole - testimonianza diretta di un Guatemala ancora alle prese con gravi violazioni dei diritti umani - che il premio Nobel per la pace, Rigoberta Menchù, si è rivolta alla Toscana, nel corso di un incontro a Palazzo Bastogi con il presidente della Regione, Claudio Martini: un colloquio - al quale ha partecipato anche Samuel Ruiz, il vescovo di San Cristobal (Chiapas) noto per le sue battaglie a favore degli indios - che ha consentito di fare il punto sulla difficile situazione di molte popolazioni indigene dell'America Latina, ma anche di valutare le possibilità di collaborazione con la Fondazione che Rigoberta Menchù ha costituito dopo il conferimento del Nobel, attiva sia sul terreno della ricostruzione della democrazia e della convivenza civile dopo gli anni del genocidio sia a livello di progetti educativi e di sostegno delle donne e dei minori indigeni.

Nel corso dell'incontro è stata sottolineata anche la rete di solidarietà che la Toscana ha già saputo costruire a favore delle popolazioni indigene centramericane. La Regione, ha spiegato Martini, intende comunque impegnare i suoi uffici nella valutazione di concreti progetti di aiuto. "Rigoberta Menchù - ha ricordato il presidente della Regione Toscana - è un grande punto di riferimento per tutti coloro che combattono per l'affermazione dei diritti umani. La Toscana ha dato e continuerà a dare il suo contributo a questa battaglia". Martini, tra l'altro, ha invitato il premio Nobel a tornare a Firenze per il prossimo 10 dicembre, giornata che la Regione Toscana dedica tradizionalmente ai diritti umani, quest'anno incentrata sul tema della cancellazione del debito dei paesi in via di sviluppo. (pc-Inform)


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