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INFORM - N. 103 - 31 maggio 2000

Il Ministro Dini interviene a Genova alla cerimonia della firma della dichiarazione d’intenti sul progetto di "Contro-emigrazione culturale"

GENOVA - Il ministro degli Esteri Lamberto Dini ha preso parte a Genova alla cerimonia della firma della Dichiarazione di intenti relativa al progetto di " Contro-emigrazione culturale". un progetto che coinvolge, oltre al Ministero degli Esteri, vari organismi, dalla Regione Liguria alla Provincia e al Comune di Genova; dall’Università degli Studi alla Camera di Commercio di Genova e all’Associazione Forum Progetti. Tra i presenti il presidente della Regione, il sindaco di Genova, il presidente della Provincia e il rettore dell'Università.

Il ministro Dini ha espresso particolare apprezzamento nei confronti degli oltre venti ragazzi di origine italiana, residenti in Argentina, che hanno chiesto di studiare nel Paese e nella Regione dalla quale provenivano i loro nonni e i loro genitori. Essi - ha detto - "hanno deciso di dare nuova energia a quel legame antico che li unisce all’Italia. Lo hanno fatto scegliendo corsi post-universitari che permetteranno loro di acquisire specifiche professionalità nei settori dell’economia marittima e dell’amministrazione dei porti, di quelle discipline, appunto, che da sempre caratterizzano le attività dei liguri. Ma gli interessi di questi giovani si rivolgeranno anche allo studio del restauro dei monumenti, che costituiscono agli occhi di tutti, forse più di ogni altra qualità, il segno distintivo dell’Italia".

Dini ha poi ricordato che il ministero degli Affari Esteri è fortemente impegnato per creare sempre maggiori opportunità a beneficio dei giovani di origine italiana, ovunque essi vivano, e pertanto intende dare a questo progetto un rilievo particolare. "Sono convinto - ha aggiunto - che se vogliamo conservare in quei giovani, che portano spesso nomi e cognomi italiani, l’interesse e l’amore per il nostro Paese, per la nostra cultura e per la nostra lingua, dobbiamo moltiplicare gli sforzi per ospitarli, anche per brevi periodi, in Italia, attraverso borse di studio estive o di lunga durata, stages di formazione e corsi di aggiornamento".

Determinante, in questo disegno, è il ruolo che possono svolgere le regioni e le province dalle quali partirono i loro nonni e i loro genitori affinché siano messe a disposizione dei giovani italiani residenti all’estero risorse e strutture volte a favorire sia una loro migliore conoscenza dell’Italia sia quella che definiamo la "contro-emigrazione culturale".

Talvolta, le circostanze della storia hanno costretto tanti nostri connazionali a vedere realizzati i propri talenti e le proprie capacità all’estero, spesso in Paesi lontani. "Ovunque mi sono recato - ha ricordato il ministro -, nelle mie funzioni di Governo, ho incontrato italiani che avevano raggiunto posizioni di rilievo nella politica, nell’amministrazione dello Stato, nell’economia e nella cultura. Ovunque, ho constatato che essi hanno saputo conservare l’amore per l’Italia e per le nostre tradizioni".

Gli italiani all’estero costituiscono una ricchezza per noi: possiamo incentivarli a stabilirsi in Italia, se lo desiderano, dopo aver frequentato un corso analogo a quello che potranno seguire a Genova. Sarà necessario creare le opportune sinergie tra il Governo, gli enti locali, le istituzioni accademiche e il mondo dell’imprenditoria. Oppure, se lo vorranno, sarà favorito il loro rientro nel Paese di provenienza, in questo caso l'Argentina, dove costituiranno certamente "classe dirigente".

"Torneranno arricchiti culturalmente - ha osservato il ministro - non solo per quanto avranno appreso all'Università, ma anche per quanto noi avremo saputo trasmettere per far loro conoscere il Paese di origine di cui, molto spesso, hanno solo visto scorrere immagini sugli schermi televisivi o sentito unicamente parlare nei racconti dei familiari".

L’iniziativa sulla " contro-emigrazione culturale" conferma il particolare interesse del Ministero degli Affari Esteri per l’Argentina nel settore della formazione post-universitaria. Dini ha ricordato, al riguardo, l'appoggio fornito dalla Farnesina all’Università degli Studi di Bologna per l’apertura, a Buenos Aires, di una sede distaccata, che ha già iniziato a operare con un master in Relazioni Internazionali. Anche in questa circostanza, il corso prevede la frequenza del secondo anno di master in Italia. (Inform)


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