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INFORM - N. 103 - 31 maggio 2000

Conclusi i lavori del Comitato di presidenza del CGIE

"Emergenza" per i corsi di lingua e cultura italiana: si tenta di recuperare i tagli del Fondo sociale europeo facendo leva sulle risorse nazionali. Un incontro con il Sottosegretario al Tesoro Giarda.

ROMA - Il venir meno dei finanziamenti del Fondo Sociale europeo ha provocato una situazione di emergenza per i corsi di lingua e cultura italiana all'estero. L'argomento è, con la Prima Conferenza degli italiani nel mondo e il voto all'estero, tra i principali di cui si è occupato il Comitato di presidenza del CGIE nella riunione del 29-31 maggio. Il sottosegretario agli Esteri Danieli, accompagnato dal direttore generale ministro Marsili e dai consiglieri del CGIE Conte e Barindelli, il 31 maggio si è incontrato con il sottosegretario al Tesoro Giarda. "L'ipotesi - ha detto l'on. Danieli durante la conferenza stampa conclusiva - è quella di un aumento dei fondi da inserire nel provvedimento di assestamento del bilancio, per recuperare, se non integralmente. buona parte dei tagli operati dal Fondo Sociale europeo".

E' stata una discussione preliminare che il sottosegretario Danieli giudica positiva. Con Giarda si è parlato anche delle esigenze finanziarie connesse - in previsione del voto all'estero - con l'aggiornamento delle anagrafi consolari e l'adeguamento delle attrezzature informatiche: vi è una ipotesi di disegno di legge su questa materia. Ultimo punto, il tema di una integrazione ai capitoli di bilancio relativi all'assistenza ai connazionali nell'America Latina, dove si manifestano i disagi più gravi.

"Sui corsi di lingua e cultura italiana - ha precisato il segretario generale Narducci - vi sono due ordini di problemi: uno è quello dell'emergenza, dei tagli e come farvi fronte per garantire che l'attività vada avanti senza che si verifichino chiusure traumatizzanti che farebbero venir meno la fiducia in questa attività. L'altro aspetto è quello del riassetto dell'intera materia, del modo di proporsi per realizzare questo grande progetto della diffusione della lingua e della cultura italiana all'estero. Abbiamo un ruolo e compito da assolvere al quale- ha aggiunto - credo sia interessata anche la direzione generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del MAE".

L'opinione di Narducci è che ci sia bisogno di una riflessione e di un ampio dibattito per immaginare il futuro di questo campo di intervento. "Credo sia necessario varare dei piani paesi, stabilire delle griglie entro le quali calare la realtà degli interventi che vengono realizzati nelle diverse parti del modo, con peculiarità che sono molto diversificate, e trovare una sistemazione all'interno di un disegno complessivo, con il concorso degli organi elettivi (Comites e CGIE), delle ambasciate, dei consolati ed anche di chi, per molti anni, ha operato sul campo ed ha accumulato un patrimonio di esperienza". (Inform)


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