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INFORM - N. 101 - 29 maggio 2000

Dini incontra alla Farnesina il suo omologo Roman

L'Italia primo partner commerciale della Romania. Oltre 8 mila le aziende italiane presenti nel Paese

ROMA - - Il ministro degli Affari Esteri, Lamberto Dini, ha incontrato il 29 maggio alla Farnesina il ministro degli Esteri di Romania, Petre Roman, con il quale ha passato in rassegna le principali tematiche dell’attualità internazionale, ed in particolare la situazione nei Balcani e nel Kosovo, i rapporti bilaterali e il processo di avvicinamento della Romania alle strutture euro-atlantiche. All’incontro era presente il Sottosegretario Umberto Ranieri.

Il ministro Roman ha ribadito che la Romania considera l’adesione alle istituzioni euro-atlantiche una priorità della sua politica estera ed aspira ad essere compresa nella prossima fase di allargamento. .Dini ha ribadito il sostegno italiano alle attese di Bucarest, anche in considerazione del ruolo di crescente importanza che la Romania è destinata a svolgere nel Sud-est europeo.

Per quanto riguarda in particolare il processo di adesione all’Unione Europea, appoggiato da parte italiana, il ministro Dini ha rilevato con apprezzamento i progressi realizzati dalla Romania - il cui Governo sta procedendo sulla strada dell’apertura e della liberalizzazione dell’economia e della stabilizzazione del quadro giuridico per favorire gli investimenti esteri - ed ha auspicato che essi possano consolidarsi ulteriormente sulla base di una crescente collaborazione con la Commissione Europea e con le Istituzioni Finanziarie Internazionali. Con riferimento alla NATO, Dini ha sottolineato come da parte italiana si ritenga pienamente valida l’esigenza di un processo di allargamento dell’Alleanza geograficamente bilanciato. In questa prospettiva, il principio della "porta aperta" ad ulteriori adesioni - tra le quali il Governo italiano auspica con convinzione possa esserci anche quella della Romania, di cui si valuta positivamente l’impegno nelle operazioni di pace della NATO e verso l’integrazione e la cooperazione con le nazioni vicine - è il segnale che tale processo va considerato come un esercizio dinamico, non risoltosi con la decisione sui primi candidati.

Con riferimento alla situazione in Serbia, è stato posto l’accento sulla necessità di appoggiare gli sforzi della società civile e delle forze democratiche, di favorire lo sviluppo e il consolidamento dei media indipendenti a fronte delle misure repressive in atto, di sottolineare anche agli occhi dell’opinione pubblica serba il collegamento tra le istanze dell’opposizione democratica e eventuali attenuazioni delle sanzioni energetiche. Circa il Kosovo, è stata ribadita l’esigenza di applicare la Risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza, anche con riferimento all’integrità territoriale della Repubblica Federale di Jugoslavia alla cui evoluzione in senso democratico i due Paesi continuano peraltro ad attribuire, in questo quadro, assoluta priorità. In relazione alla situazione più generale nei Balcani, è stato evidenziato l’interesse ad un ruolo attivo della Romania nel quadro del Patto di Stabilità e dei vari fori di cooperazione regionali, ed è stata attirata l’attenzione sull’importanza del ripristino della navigabilità del Danubio, che riveste per la Romania una grande importanza economica.

Per quel che concerne l’eccellente stato dei rapporti bilaterali, è stata rilevata la notevole importanza annessa al loro sviluppo, sia in virtù degli stretti vincoli storico-culturali, sia per i consolidati rapporti politici ed economici sanciti dal "partenariato strategico" varato nell'aprile del 1997 con la dichiarazione congiunta dei ministri degli Esteri dei due Paesi (Dini-Severin), che ha posto le basi per la loro intensificazione a tutti i livelli. L’Italia, è stato ricordato, rappresenta il primo partner commerciale della Romania (con un interscambio pari a 4 miliardi di dollari) e in loco sono presenti oltre 8000 aziende italiane, la maggior parte delle quali medie e piccole. Da parte italiana è stato manifestato l’intendimento di favorire un’ulteriore intensificazione della presenza degli investitori italiani. (Inform)


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