Anagrafe degli italiani residenti all'estero: alla Commissione Affari Costituzionali del Senato si discute sulla conversione del decreto-legge "pulisci liste"
ROMA - Sulle liste elettorali degli italiani residenti all'estero - e, di riflesso, sull'esercizio del voto all'estero ed anche sulla revisione della legge sulla cittadinanza - si sta discutendo alla Commissione Affari Costituzionali del Senato. L'occasione è data dalla conversione in legge del decreto-legge 10 maggio 2000, n. 111 recante "disposizioni urgenti in materia di anagrafe degli italiani residenti all'estero e sulla revisione delle liste elettorali", il cosiddetto decreto "pulisci liste". Il provvedimento riproduce quanto previsto dal disegno di legge già approvato dal Senato (con l'eccezione di una parte della disciplina transitoria) ed ora all'esame della Camera.
Il provvedimento, ha spiegato il relatore sen. BESOSTRI, garantisce la reiscrizione, con procedure semplificate, dei soggetti che sono stati cancellati dalle liste dell'AIRE. Da parte sua il sottosegretario all'Interno LAVAGNINI ha precisato che per effetto delle previsioni contenute nel decreto in esame, sono stati cancellati dalle liste elettorali oltre 400.000 nominativi.
Il senatore STIFFONI - che ha presentato un numero elevato di emendamenti sui quali il relatore e il rappresentante del governo hanno espresso parere contrario - ha osservato che nell'operazione di periodica revisione delle liste elettorali degli italiani residenti all'estero dovrebbero essere più attivamente coinvolti i consolati e le rappresentanze diplomatiche. Ritiene inoltre (ed ha concordato con lui il senatore PASTORE) che sia necessario porre mano ad una complessiva revisione della legge sulla cittadinanza.
Secondo il senatore ROTELLI, il provvedimento non ha in alcun modo inciso sui problemi che rendono complessa e problematica l'applicazione della legislazione in materia; problemi che, se non risolti, torneranno a riproporsi in occasione dell'esame dei disegni di legge relativi all'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero.
Il senatore PINGGERA è dell'avviso che non possa ritenersi sufficiente per la cancellazione il semplice ritorno per mancato recapito della cartolina avviso spedita in occasione delle due ultime consultazioni. Dovrebbero essere le rappresentanze consolari ad attivarsi d'ufficio per accertare la reperibilità dei cittadini aventi diritto di voto all'estero. Al contrario, la senatrice DENTAMARO non crede poi che si possa far gravare sull'amministrazione l'obbligo di individuare ed accertare d'ufficio la reperibilità dei cittadini residenti all'estero.
Argomentazioni, quelle della sen. Dentamaro, condivise dal sen. LUBRANO DI RICCO, che ha richiamato l'attenzione sulla diversa disciplina che regolamenta le cancellazioni dalle liste elettorali, in occasione delle revisioni ordinarie delle liste medesime, rispetto alla normativa contenuta nel provvedimento in esame. In quest'ultimo caso non si realizza infatti una cancellazione vera e propria, ma l'inserimento dei nominativi eliminati dalle liste in un elenco apposito, liberamente consultabile. Si tratta quindi di una mera presunzione di irreperibilità, che può essere superata con la semplice attivazione del soggetto interessato.
Secondo il sen. ANDREOLLI occorre comunque provvedere ad un superamento dell'attuale disparità di trattamento tra cittadini italiani residenti sul territorio nazionale e cittadini residenti all'estero, che si trovano, a suo avviso, nella pratica impossibilità di esercitare il diritto di voto. Questo problema può essere risolto, sulla scorta di esperienze di altri paesi, con l'adozione di strumenti quali il voto per corrispondenza. Ipotesi che il sen. STIFFONI ritiene invece debba essere valutata con cautela.
Ai senatori intervenuti nel dibattito ha replicato il relatore BESOSTRI. Dopo aver ricordato che dal 1988 vi è l'obbligo per i cittadini residenti all'estero di comunicare all'amministrazione i trasferimenti della propria residenza, ha detto che il motivo prevalente che ha determinato una configurazione non realistica delle liste elettorali dei cittadini italiani residenti all'estero è stata la previsione della iscrizione d'ufficio, da parte dei consolati, di tutti i cittadini che non avevano presentato le dichiarazioni; previsione, quest'ultima, contenuta nella legge n. 470 del 1988.
Con riferimento al fenomeno della doppia cittadinanza, il relatore ha ricordato che la Costituzione italiana riconosce a tutti i cittadini italiani - indipendentemente dal loro essere anche cittadini di un altro paese - il diritto di voto. Ha inoltre confermato di ritenere opportuna la revisione della normativa vigente che - secondo lui - consentirebbe di attribuire, su semplice richiesta degli interessati, il diritto di cittadinanza a un numero ingente di italiani residenti all'estero; un numero - ha aggiunto - potenzialmente quasi pari al numero di cittadini residenti sul territorio nazionale.
Il seguito dell'esame è stato rinviato ad altra seduta. (Inform)