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INFORM - N. 91 - 15 maggio 2000

Fallite le trattative tra Eritrea ed Etiopia è ripreso il conflitto armato tra i due paesi

ASMARA - La speranza di arrivare ad una soluzione del conflitto che oppone l'Etiopia all'Eritrea è svanita a fine aprile, quando sono falliti i colloqui ad Algeri tra le due parti, colloqui preparati dall'Organizzazione per l'Unità Africana (OUA) con la partecipazione dell'Unione Europea rappresentata dall'italiano Rino Serri Sottosegretario agli Affari Esteri (rimasto tale anche nel governo Amato).

I Ministri degli Esteri dei due paesi, convenuti ad Algeri, non sono riusciti a trovare un'intesa per sviluppare un dialogo che portasse a un accordo di pace, sicché si è arrivati subito ad una rottura del negoziato.

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è immediatamente intervenuto ed ha inviato ad Addis Abeba e ad Asmara una delegazione guidata dall'Ambasciatore Richard Holbrooke, rappresentante americano all'Onu. Anche questa missione però è fallita. E Holbrooke il 10 maggio ha rilasciato una drammatica dichiarazione che dipinge bene il quadro della situazione:

Il Consiglio di Sicurezza ha prontamente reagito a questa situazione ed ha avvertito i due paesi a non fare passi avventati e ad accettare la ripresa dei colloqui per cercare una soluzione negoziata. Il Segretario Generale dell'Onu Kofi Hannan ha dato tre giorni di tempo perché questa disposizione venga eseguita.

In discussione sono i confini tra i due paesi. Da notare tuttavia che, mentre l'Eritrea ha accettato pienamente la proposta di pace dell'Oua per la definizione dei confini tramite un arbitrato internazionale, l'Etiopia ha sempre rifiutato tale proposta, affermando che fintanto che l'Eritrea rimarrà nella zona di Zalambessa, occupata all'inizio del conflitto e che, secondo l'Etiopia appartiene al suo territorio, non vi sarà possibilità di giungere ad un accordo. Anzi il Presidente etiopico ha minacciato più volte la ripresa delle ostilità. E così è stato. Il 12 maggio, le forze etiopiche hanno lanciato un massiccio attacco contro quelle eritree nella zona di Bademeh, al confine occidentale fra i due paesi.

In effetti questa guerra, chiaramente voluta dall'Etiopia, non ha lo scopo di riconquistare la brulla e pietrosa Zalambessa, ma piuttosto ha come mira più ambiziosa l'occupazione di una parte deIl'Eritrea che le consenta uno sbocco al mare. Né le fa da deterrente la gravissima situazione economica del paese ove più di otto milioni di esseri umani rischiano di morire di fame a causa di una spaventosa carestia che affligge il sud etiopico. Da notare che le spese belliche etiopiche sono valutate a circa un milione di dollari al giorno, secondo notizie diffuse dagli organi di informazione eritrei.

I combattimenti ai confini continuano ma la situazione ad Asmara è calma e nessuna ambasciata è stata evacuata. Anche le elezioni in Etiopia si sono svolte in un'atmosfera di calma. (Rita Di Meglio-Inform)


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