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INFORM - N. 89 - 11 maggio 2000

Una indagine del CNEL - Italiani poco inclini alla modernizzazione

ROMA - Perché la società italiana rimane poco disponibile ad una veloce modernizzazione tecnologica e sociale? Da una recente indagine del Cnel emerge che solo il 30% degli italiani è favorevole, mentre il 51% circa è preoccupato e tende a resistere e il 19% non ha idee precise. L'opinione pubblica italiana continua quindi a mostrarsi piuttosto conservatrice e poco incline a prospettive di modernizzazione sociale.

Gli italiani sembrano, infatti, avvertire poco l'urgenza di modernizzare il paese: ad esempio, solo 2 su 100 considerano una questione di primaria importanza quella di rendere le grandi infrastrutture più efficienti e moderne. Il 70% si oppone in linea di principio alle privatizzazioni dei grandi servizi pubblici e l'85% vorrebbe un maggiore intervento statale nel settore dell'istruzione e della ricerca. Solo il 25% della popolazione ritiene che i prezzi di un bene o di un servizio debbano essere fissati dal mercato secondo il gioco della domanda e dell'offerta, mentre per la stragrande maggioranza i prezzi devono corrispondere al "valore reale di una cosa". Sul fronte del lavoro, invece, l'emergenza disoccupazione spinge verso una maggiore apertura: la quota di chi chiede più flessibilità (44%) ha superato quella di chi vi si oppone (39%).

In sintesi, la preferenza per le politiche di modernizzazione è "sistematica" solo nell'8% dei casi e "prevalente" nel 22%, mentre a resistere "prevalentemente" è il 32% degli italiani cui si aggiunge il 19% dei "sistematicamente" restii. A propendere per la modernizzazione sociale sono, in maggior misura, gli intervistati con titolo di studio più elevato, segno di una netta dipendenza tra opinioni socio-politiche e livello di istruzione, determinante per stabilire l'equilibrio delle paure e delle speranze sociali.

E' dunque di grande importanza, per accelerare la modernizzazione senza rompere la coesione sociale, incrementare le riforme per la scuola e per la formazione permanente dei lavoratori, perché tutti si sentano pronti e preparati per affrontare le sfide della modernizzazione. Una modernizzazione più veloce, infatti, sembra possibile solo se accompagnata da azioni collettive che sostengano i singoli, le imprese e le famiglie nell'apertura e nella crescita. (Inform)


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