Pattarino (Corriere on Line) sulla mancata bonifica delle liste elettorali
Poveri noi in che mani siamo!
CARACAS - Rai International ha portato nelle nostre case le esagitate immagini dell'on. Mario Segni e dell'altrettanto onorevole Bonino impegnati a pungolare il governo Amato affinché vari al più presto il decreto che dovrebbe permettere di ripulire l'Aire da morti, scomparsi ed ultracentenari passati a miglior vita e che, secondo calcoli giornalistici, supererebbero le 600 mila unità. Lodevole finalità immediata di tale tenace impegno quello di abbassare a quote più realistiche il quorum degli aventi diritto al voto per i prossimi referendum. Come si sa infatti gli italiani all'estero inclusi nelle liste Aire dei singoli comuni vengono conteggiati tra gli aventi diritto al voto pur nella consapevolezza che, almeno quelli residenti oltreoceano, di esercitare il diritto al voto se lo possono solo sognare in quanto, per farlo, dovrebbero rientrare in Patria, ovviamente a loro spese.
Vedendo i suddetti onorevoli in preda a cotanta agitazione non si sa se ridere o piangere. Sembrano infatti non rendersi conto che anche se Amato dovesse varare il decreto, agli effetti pratici, non servirebbe assolutamente a nulla. E' infatti impensabile che in dieci giorni si riescano a bonificare liste che la peggiore delle burocrazie globali, quella italiana, per anni ha lasciato nel dimenticatoio. Un'opera di bonifica che, si badi bene, dovrebbe trovare in prima linea i Consolati sparsi per il mondo, ma che di fatto sono impotenti ad operare in quanto non hanno accesso informatico alle liste Aire dei comuni italiani. Ancor oggi le notifiche di cambiamenti nelle posizioni dei connazionali avvengono per via cartacea il che significa che il pezzo di carta che reca la notizia che il connazionale tal dei tali è passato a miglior vita giunge a destinazione non prima di uno o due mesi.
Di questo passo che si vuol bonificare in dieci giorni? Ci piacerebbe che i due esagitati onorevoli spiegassero a noi ed al tutto il Paese perché questa giusta battaglia non è stata iniziata all'indomani delle ultime elezioni referendarie andate a gambe all'aria proprio per difetto di quorum. Ci succede sempre più spesso di scoprire che i nostri parlamentari soffrono di gravi lacune cognitive che la dicono lunga sulla sempre più remota possibilità che i signori del Palazzo hanno di occuparsi con efficacia dei casi nostri. Poveri noi in che mani siamo! (Ottavio Pattarino - Corriere on Line)