"Sicilia Mondo" nel Connecticut e a New York
NEW YORK - Mimmo Azzia, presidente di "Sicilia Mondo" ed il suo vice Paolo Russitto, su invito del presidente della FIAO Jack Spatola, recentemente confermato consultore regionale, hanno presenziato, come ospiti d’onore, l’Assemblea generale della FIAO (Federation of Italian-American Organizations of Brooklyn), tenutasi a Brooklyn presso la Associazione "Castellammare del Golfo" per l’approvazione dei bilanci e del programma 2000, presenti i presidenti delle 48 associazioni con rispettivi direttivi che compongono la Federazione.
Nella mattinata presso la sede della FIAO, Azzia, Russitto e Francesco La Rocca, incaricato giovanile di "Sicilia Mondo" hanno incontrato i giovani della FIAO con i quali sono stati lungamente discussi i temi del Convegno giovani che sarà celebrato a Catania dal 5 all’8 ottobre sul tema: "I giovani del 2000 e la Sicilia dei valori".
Gli ospiti siciliani sono stati poi festeggiati dalla Associazione "Militello Val Catania Society" che ha organizzato un incontro presso la sede sociale con la numerosa comunità militellese di Brooklyn.
Ad Hartford nel Connecticut, Azzia, Russitto e La Rocca con il consultore Jack Spatola, sono stati ospiti della numerosa comunità canicattinese nei saloni della sede sociale.
Nel corso dell’incontro che ha visto una larga partecipazione di presenze e di interventi, sono stati discussi i problemi della comunità ed i programmi operativi per il coinvolgimento dei giovani.
A New York, Azzia che fa parte dell’esecutivo della Sezione italiana, ha partecipato ai lavori del Convegno organizzato dai "Latini nel Mondo" sul tema "Globalizzazione ed Umanesimo latino" dove la delegata giovanile Laura Bisso ha portato il saluto di "Sicilia Mondo".
Intensi ed interessanti gli incontri newyorchesi con i massimi esponenti della FIERI, della NIAF, tra cui la signora Zerilli Marinò, mecenate della omonima "Casa Italiana" in New York.
Azzia, nei vari incontri, ha toccato i problemi delle comunità siciliane all’estero e delle nuove generazioni. La globalizzazione che è il grande problema del nostro tempo, tende ad omologare culture, appartenenze e diversità.
Come antidoto – dice Azzia - le associazioni e le comunità all’estero debbono trovare le strategie per preservare e diffondere quel patrimonio e quella ricchezza culturale che gli italiani hanno esportato e radicato nel mondo e che oggi vengono universalmente apprezzati.
La ricetta vera va ricercata nell’impegno di tutti, associazioni, comunità e singoli corregionali per ritrovare quella capacità di dialogo, di incontro e di connessioni capaci di rendere reale ed operativa quella grande "risorsa" - purtroppo ancora virtuale – di persone, di valori e di interessi rappresentati dagli italiani nel mondo.
In queste logiche vanno coinvolte le nuove generazioni che oggi rappresentano la "nuova presenza" ma anche il futuro della "italianità" in tutti i continenti. (Inform)