L'editoriale di "Dialogo", UIM Germania
Nisci: Rompere le tradizioni contro il "diverso"
VILLINGEN - Un'ombra agghiacciante di ben attecchite deviazioni, oscura l'Europa - e non solo -, inculcate attraverso i secoli e mantenute rigogliose da chi ne aveva e ne ha interesse, ma anche dovute alla carenza di riscontro critico delle tradizioni contro il "diverso", sia esso il colore della pelle, l'appartenenza ad etnia straniera, la differenza di cultura, la religione non "ufficiale", il dislivello nello stato sociale, le malattie, il sesso, l'età, l'appartenenza a popoli ridotti a colonia (peggio se di ex possedimenti), la classificazione di Continenti e di mondi in seconda e terza categoria e via discorrendo: l'elenco è purtroppo lungo e significativo di una certa cultura esclusiva, di una politica calcolatrice e reazionaria, di abitudini e di pigrizia mentale di ben difficile sradicamento!
Tanto che ancora oggi ci troviamo a fronteggiare l'insorgere di fenomeni di ritorno a ideologie, sorpassate per aperta condanna della storia, tanto più perniciose per ciò che sono riuscite a vincere il rigetto del corpo sociale, nel quale pur erano state trapiantate.
Sono recenti i conati della destra austriaca, la politica di quella francese, le prese di posizioni strumentali contro gli immigrati dei B&B italiani, perché non si debba temere e mantenere alta la guardia.
Ciò premesso, passiamo a trattare un avvenimento di più angusto spazio, ma non di minore pericolosità, se inquadrato nell'andazzo della trasversalità xenofoba.
Jürgen Rüttgers, candidato CDU alla presidenza del Nordreno-Westfalia, ha in sostanza impostato la campagna elettorale contro il proponimento del governo Schröder d'accordare permessi di soggiorni straordinari a stranieri, specialmente indiani, laureati presso l'Università di Calcutta, rinomata per la specializzazione in informatica, iniziando con la spedizione al corpo elettorale di cartoline postali, impresse di slogan di non dubbia lettura: "Kinder statt Inder", esortazione a procreare piuttosto che ad accogliere indiani; "Mehr Ausbildung statt mehr Zuwanderung", invito ad una maggiore istruzione al posto di un'immigrazione di più vasta portata, sollevando le vive proteste dei partiti al governo.
La CDU? Tace, e chi tace acconsente, recita il proverbio; nella Baviera, poi, il consenso è manifesto. Sembra ora che qualche membro della CDU intenda prendere le distanze dalla politica di Rüttgers e questo accade dopo che a suo tempo Koch, l'attuale ministro presidente dell'Assia, aveva tracciato la sua campagna elettorale contro la doppia cittadinanza.
E' nostra intenzione protestare vivamente e dare voce all'indignazione generale della comunità italiana, e non solo di questa, di fronte alle discutibili pratiche, messe in atto dalla CDU, denunciando contemporaneamente la politica altrettanto riprovevole, avviata in Italia dal centrodestra e poco affidabili alleati, con lo sparare diritto nel mucchio dell'immigrazione, cosa che ci colpisce ancora di più e direttamente, considerata la nostra posizione di cittadini italiani residenti in Germania, Stato dell'Unione Europea.
Nella Nazione italiana e in quella tedesca, rispettivamente di nostra origine e d'attuale residenza, come pure in altri Stati membri dell'Unione - ma non solo - si prospettano, dunque, situazioni politiche avverse alle minoranze, veri sintomi d'egoismo e d'isolamento da assolutamente respingere, realtà che ci riporta all'assunto iniziale; ai timori per la serpeggiante xenofobia e per la passiva ed in ogni caso riprovevole mancanza d'accettazione del "diverso"; alle denunce, a quanto insomma espresso nel presente scritto. (Giuseppe Gnisci*, Dialogo/Inform)
____________ * Presidente UIM Germania