Globalizzazione e Umanesimo Latino a New York
NEW YORK - Giornata di mezza vigilia a New York, domenica 30 aprile, per i partecipanti al convegno sull'Umanesimo Latino promosso dalla Fondazione Cassamarca di Treviso, che qui stanno giungendo da tutto il mondo facendo segnare l'esaurito nei due hotel che li ospitano, il New Yorker e il Pennsylvania posti in pieno centro tra la ottava e la settima Avenue.
Trecento presenze erano state anticipate; vale la pena di puntualizzare che di queste, confermate, oltre 150 sono costituite dai rappresentanti di quel mondo universitario internazionale che è stato negli ultimi due anni ripetutamente "chiamato all'appello" dal presidente on. Dino De Poli nei suoi convegni in giro per il mondo.
Mezza vigilia, dicevamo, in quanto la serata vedrà la partecipazione massiccia di quasi duecento giovani ed ospiti di tante provenienze - ma con il cuore che batte italiano indipendentemente dalla nazionalità ufficiale - qui convenuti, parallelamente al convegno, per l'Incontro mondiale Utrim (Unione dei Triveneti nel mondo) all'insegna del tema: "Dopo Buenos Aires: presenza e ruolo dei Triveneti nel mondo", che viene a costituire un utile momento di confronto e raffronto.
Sarà quasi una anticipazione dei grandi temi che studenti, docenti universitari e i rappresentanti delle associazioni di emigranti convenuti a New York, affronteranno nelle tre giornate di relazioni e dibattiti che seguiranno a partire da lunedì 1 maggio (che negli Stati Uniti non è giornata di festa in quanto il lavoro, qui, si festeggia in altra data).
L'incontro Utrim ed il convegno sull'Umanesimo Latino possono in ogni caso venir considerati un doveroso omaggio e una maniera di esprimere la gratitudine, nel ricordo, a quegli oltre 27 milioni di emigranti partiti da ogni regione d'Italia, dei quasi 3.330.000 Veneti, 2.700.000 Campani, 2.500.000 Siciliani, 2.300.000 Lombardi, 2.000.000 Friulani, e tanti altri, emigrati nei diversi paesi del mondo tra il 1876 e il 1974. (Ivano Pocchiesa-Inform)