Da "Insieme", Montreal:
Per la comunità di origine italiana in Canada si profila una "indigestione" di informazione TV e scritta. In arrivo altri quotidiani italiani
MONTREAL - Il settimanale in lingua italiana di Montreal "Insieme" pubblica nel suo ultimo numero, in edicola questa settimana, un editoriale dedicato alla presenza di Rai International in Canada ed al mondo dell'informazione audiovisiva e della carta stampata rivolta alla vasta collettività italiana qui residente.
I Comites del Canada ed i rappresentanti locali del CGIE hanno lanciato una petizione affinché il canale televisivo di RAI International possa finalmente "sbarcare" a tutti gli effetti in questo grande paese: attualmente infatti la sua visione è a tutti gli effetti "illegale" in quanto deve appoggiarsi a satelliti distributori degli Stati Uniti o limitata ad alcune ore offerte dal canale canadese Telelatino di cui la stessa RAI per bocca dell'ex direttore Leone si era dichiarata insoddisfatta. Da tale petizione è scaturita una marea di firme, oltre 36 mila, il che la dice lunga sugli interessi dei nostri connazionali : 36 mila firme di italo-canadesi in Canada, corrisponderebbero ad oltre un milione se paragonate all'Italia ed ai suoi cittadini.
Interventi in tal contesto sono stati fatti nelle ultime settimane anche dal presidente dei Comites di Montreal Giovanni Rapanà il quale ha scritto una "lettera aperta" al Ministro delle Poste e Telecomunicazioni on. Cardinale, dal segretario generale del CGIE per l'area anglofona Gino Bucchino e dallo stesso presidente della Commissione Informazione del CGIE Bruno Zoratto.
Cerchiamo insieme di districarci in questo labirinto e "capire" cosa sta succedendo e soprattutto cosa accadrà in un prossimo futuro. Tralasciando volutamente "Internet", questo mostro del nuovo secolo che globalizza tutto e tutti ( …a proposito, anche il "nostro" Insieme fra qualche giorno debutterà in questo settore…), due sono i settori che più di ogni altro sono in fermento e ci riguardano direttamente: televisione e carta stampata. Il 13 gennaio scorso la CRTC, l’ente supremo che regola il mondo delle telecomunicazioni in Canada, ha emesso un documento ufficiale con cui cerca di ridisegnare la mappa delle trasmissioni radio e tv per il 2000.
Leggendo tali direttive si capiscono innanzitutto due cose:
La settimana scorsa sono state presentate alla CRTC molte domande per la creazione e diffusione di nuovi canali (il numero totale supera le 450 unità) che dovrebbero rientrare nell’ambito di un certo "gruppo 2" che hanno come prerogativa di essere "specialty channels"(canali particolari), "joint venture"(sino al 20% di capitali stranieri),basso contenuto canadese ( 35% in generale che si riduce al 15% per canali etnici).
Se questi canali non "romperanno le scatole" agli attuali – non saranno cioè in diretta competizione – otterranno semaforo verde e potranno partire in piena regola.
Ma dove sta l’inghippo ? La CRTC non "garantisce" la diffusione che sarà lasciata ad una trattativa privata tra l’emittente e la compagnia di distribuzione e questo potrebbe portare a prezzi alti (vuoi questo canale che trasmette in italiano o parla solo di automobili ??? e allora paga !!!) e pacchetti-bouquet non effettivamente desiderati ( vuoi il programma italiano ? e allora devi prendere anche quello cinese e greco….
In tale contesto la RAI-Telelatino-Shaw/Corus hanno formalizzato un’intesa e presentato una domanda per la diffusione della programmazione di RAI International (joint-venture con contenuti canadesi pari al 15%).La domanda è stata presentata a nome della Corus Entarteinmant che diventa titolare di questa nuova stazione (80% con il rimanente della RAI Corp. la quale avrà altresì diritto di un membro su cinque nel board of directors) per la creazione appunto di un canale chiamato "RAI Canada". I contenuti dovrebbero "logicamente" comprendere l’attuale programmazione di RAI International ed un 15% di produzione locale che immaginiamo sarà fornita da Telelatino stessa o da produttori canadesi indipendenti.
E’ sicuramente un notevole passo in avanti anche se restano molte cose da valutare:
1) l’aspetto prettamente commerciale sembra prevalere sullo spirito "filosofico" a dispetto del "mandato" di RAI International nei confronti dei connazionali residenti all’estero;
2) il controllo della stazione passa di fatto ad un ente canadese;
3) non ci sono garanzie sufficienti per rendere l’avventura appetibile se si considera la natura del servizio ed il prezzo a cui sarà offerto ( abbonamento cable o satellite più decoder per digitalizzazione più affitto canale RAI);
Non crediamo che i "pezzi forte", commercialmente parlando, della programmazione (partite di calcio, telegiornali, trasmissioni tipo Festival di Sanremo) si sposteranno da Telelatino a questo canale (tutt’al più saranno in contemporanea) rendendo quindi "praticamente inutile" tale abbonamento. (Onestamente – forti delle esperienze del passato – non crediamo che si troveranno più di un paio di migliaia di imbecilli che si lanceranno in tale avventura….).
La RAI non ha saputo "proteggersi" all’interno dello stesso accordo-famigliare, anzi ha contribuito a renderlo ancora più difficile in quanto ha permesso a Telelatino di quadruplicare la concorrenza contro se stessa in quanto la stazione torontina (controllata al 20% dalla stessa Corus) ha presentato a sua volta ben quattro nuove domande per servizi simili in lingua italiana (24 ore su 24 meno il 15% di contenuto canadese).
Telelatino ha chiesto infatti alla CRTC (anche se sotto diverso nome) la possibilità di creare
Se a tutto ciò si aggiungono le domande della WTN (gruppo Iannuzzi – Corriere Canadese), della CFMT/Rogers per un canale di film e documentari in lingua etnica – italiana compresa – e di Johnny Lombardi della Radio CHIN per una stazione che trasmetterà , sempre in lingue etniche – italiano compreso, tutto ciò che comprende festivals musicali ed eventi artistici comunitari, oltre a tutto il resto, qualcuno mi dovrà spiegare chi sarà il "matto"(in senso buono s’intende) che spenderà ulteriori dollari per la RAI…. Ma tant’è….
Come italo-canadese non posso che felicitarmi per tutto questo ben di Dio ed alzare "chapeau" al gruppo Telelatino per come è riuscito a districarsi in questo "marasma di onde televisive.".
Dulcis in fundo un’altra nota che riguarda questa volta "solo" la collettività italiana di Montreal e del Quebec.
A partire dal 7 maggio prossimo Global Television scende in campo con un nuovo programma di lingua italiana che andrà in onda ogni domenica all’ora di pranzo (12 – 12.30). Si chiamerà "Ciak Italia" e sarà condotto da un terzetto inedito composto dalle due "voci nuove" di Radio CFMB, Federica Silipo e Sandro D’Ippolito assieme all’ex presentatrice di Teledomenica (ricordate ? ) Renata Isopo. La produzione è affidata alla GIC (casa di produzione italo-canadese di Montreal) ed i contenuti variano dalle news alla musica, curiosità dal mondo dello spettacolo e della nostra comunità in un formato dinamico e giovane che sicuramente ci aiuterà a trascorrere la "santa domenica" come ai bei tempi….
Infine la carta stampata. Sono sempre più insistenti le voci di un accordo tra il Corriere della Sera/Gazzetta dello Sport e il giornale di lingua inglese di Toronto, il The Toronto Star, per una distribuzione congiunta del giornale italiano. Idem dicasi per La Repubblica, attualmente distribuita in confezione-panino, sempre a Toronto, dal quotidiano Il Corriere Canadese. C’è poi il gruppo editoriale Monti (Il Giorno, La Nazione ed il Resto del Carlino) che tratta con il National Post. Insomma si capisce che .il voto degli italiani all’estero è imminente.
Le nostre considerazioni ? La solita bolla di sapone ed alcuni miliardi italiani da sfruttare subito, maledettamente subito, in nome di noi poveri italiani all’estero. L’unica "certezza" in tutto questo baillame, il fatto che il nostro "piccolo" Insieme, vera voce della comunità italiana, cresce velocemente.
Da oggi salutiamo i connazionali che vivono ad Ottawa, Hull e Quebec City; molto presto abbracceremo gli altri sparsi in Canada. 27 anni di servizio garantiscono almeno onestà cristallina e spirito altruistico.
Insomma, continuiamo questo cammino sempre INSIEME. (Paolo Canciani-Insieme, Montreal/Inform)