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INFORM - N. 76 - 18 aprile 2000

A Lussemburgo riunione del'Unione dei Democratici di sinistra in Europa

ZURIGO - La Direzione dell’Unione dei Democratici di sinistra in Europa, che ha sede a Zurigo, dà notizia in un comunicato della riunione che ha auto luogo il 2 aprile a Lussemburgo nei locali del Circolo Curiel per completare l’assetto organizzativo del partito ed approvare il programma di lavoro per l’anno in corso. Per la Direzione nazionale è intervenuto Norberto Lombardi, responsabile Ds per gli italiani all’estero. Su proposta del segretario politico Carlo Matriciani, tenuto conto dei criteri di funzionalità e di rappresentatività previsti dallo statuto, è stato nominato l’Esecutivo che risulta così composto: Loris Atti, Riccardo Bini, Elio Carozza, Daniela Centofanti, Anna Colombo, Antonella Dolci, Gianni Farina, Ernesto Granese, Claudio Marsilii.

Sono stati poi esaminati tre argomenti: progetto di cittadinanza per gli emigranti in Europa; situazione delle istituzioni scolastiche italiane; prima Conferenza degli italiani nel mondo.

1. Uno degli obiettivi più importanti su cui l’Unione dei Ds in Europa intende impegnarsi è il riconoscimento dei diritti civili e politici per tutti gli emigranti residenti nel continente. La Direzione promuoverà perciò proprie iniziative politiche, ricercando le necessarie sinergie con i partiti del socialismo europeo e con tutte le forze democratiche e progressiste disposte ad impegnarsi su questo terreno. Stabilirà inoltre gli opportuni contatti con il Parlamento europeo, impegnato proprio in questi mesi nell’elaborazione della "Carta dei diritti fondamentali" dei cittadini non comunitari residenti nel territorio dell’UE, ed organizzerà entro il prossimo mese di giugno un convegno su questa complessa e delicata materia. Ha dato perciò mandato ad un gruppo ristretto di lavoro, formato da Gianni Basaldella, Anna Colombo e Michele Schiavone, di predisporre un documento preparatorio in cui venga rappresentata paese per paese la situazione giuridico-normativa e di fatto dei residenti non comunitari.

2. La situazione di crisi si cui versa la gestione delle istituzioni scolastiche italiane all’estero rischia di creare gravi disfunzioni in questo importante e delicato servizio per le collettività italiane. Due sono le cause essenziali: i forti ritardi con cui vengono erogati i finanziamenti agli enti gestori e la cancellazione dei contributi del Fondo sociale europeo (FSE) per i corsi di lingua e cultura italiana e per le attività di sostegno a favore delle ragazze e dei ragazzi che incontrano difficoltà di integrazione nelle scuole locali.

La Direzione dei Ds in Europa chiede ai più alti livelli di responsabilità politica ed istituzionale del nostro Paese che vengano attivate iniziative urgenti per scongiurare il ridimensionamento o la sospensione dei servizi scolastici. In particolare chiede che si avvii in tempi brevi una trattativa con la Commissione europea per cercare di recuperare i finanziamenti sospesi e definire progetti alternativi che favoriscano la qualificazione professionale e l’occupazione giovanile; vengano operati adeguati spostamenti di bilancio per colmare i vuoti che si sono prodotti nei capitoli di spesa relativi ai corsi di lingua e cultura italiana; si proceda alla immediata erogazione dei contributi già stanziati e si rivedano con urgenza le modalità e i tempi di trasferimento dei fondi ministeriali, che risultano eccessivamente lunghi e complessi.

Nello stesso tempo ritiene necessario svolgere una approfondita riflessione su tutta la materia, al fine di adeguare gli interventi scolastici alla mutata situazione socio-culturale dell’emigrazione italiana e di definire un nuovo quadro normativo per il personale docente. A tale scopo organizzerà incontri e un convegno per far emergere utili proposte di riforma.

3. In previsione della Conferenza nazionale degli italiani nel mondo, la Direzione dei Ds in Europa ritiene necessario che, oltre alle assemblee continentali, vengano organizzate riunioni preparatorie in ogni paese e in ogni circoscrizione consolare, per consentire alle collettività italiane di esprimere direttamente i reali bisogni che dovranno essere rappresentati alla Conferenza nazionale. (Inform)


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