Azzia (Sicilia Mondo): La sicilianità nelle logiche della globalizzazione
CATANIA - La globalizzazione delle società, delle culture e delle economie, ci porta ad una breve riflessione sulla diaspora siciliana nel mondo.
Milioni di siciliani, nei secoli, per costrizione o per scelta, sono andati dovunque nel mondo ed oggi sono dappertutto. Per fortuna non più in posizione subalterna ma spesso al centro del potere economico, culturale e politico, dove sono entrati da soli.
Molti mantengono ancora la cittadinanza italiana, altri hanno allentato i rapporti culturali e linguistici con la terra di origine, altri ancora si sono integrati nella patria dove vivono.
Ma tutti sentono vivo e spesso struggente il legame con la Sicilia ed il legame ai valori della italianità.
Superata la fase di espulsione e di emarginazione, i siciliani, dovunque sono andati, si sono stabilizzati, integrati ed occupato spazi importanti nelle società locali.
Hanno saputo farsi apprezzare per il loro modo di vivere e di stare con gli altri, per la loro cultura della famiglia, del lavoro e della ospitalità e per il loro senso della amicizia e della solidarietà. Sono diventati, dovunque, comunità, con una immagine positiva della Sicilia e della "sicilianità".
Questo modo di stare nel mondo è diventato motivo di attrazione anche per molti "non siciliani" che si sono avvicinati e che hanno scelto il sistema di valori e di interessi del vivere siciliano.
La Sicilia, con le sue comunità all’estero più numerose dei residenti nell’isola, rappresenta certamente un caso unico al mondo e va vista nella sua dimensione globale di "Sicilia virtuale" cioè come un insieme di persone, di valori e di interessi presenti in tutti i continenti, senza confini territoriali.
Il culto della identità e della appartenenza che i siciliani hanno portato e diffuso in tutte le società dove vivono, ha fatto della "sicilianità" una cultura ed un patrimonio di valori conosciuti anche nei rapporti negoziali del business e degli scambi dove, oltre all’elemento fiduciario, hanno portato la capacità di rappresentanza del sistema e del modo di fare tutto siciliano.
Questa "Sicilia virtuale" per la sua dislocazione geografica, rappresenta una risorsa di incalcolabile valore e potenzialità se si pensa ai cinque milioni e centomila residenti nell’isola ed ai sette otto milioni di siciliani che vivono in tutte le parti del mondo.
Su queste considerazioni ci domandiamo:
Fino a che punto le comunità siciliane sono inserite, col linguaggio siciliano, nella grande rete mondiale delle relazioni concrete, di alleanze, di scambi, di cultura, di spettacoli, di sport, di politica? I siciliani all’estero sono una parte notevole del "mondo italiano" che ha portato in tutti i continenti "quel modo di vivere italiano", universalmente conosciuto ed apprezzato.
Questo fatto è certamente positivo ma il significato strategico della sicilianità può essere recuperato solo con il rilancio razionale della sua cultura, risorse e potenzialità.
Nell’era del Web, in un mondo che si globalizza, diventa più piccolo e corre verso le grandi concentrazioni delle risorse, nell’economia, nella ricerca e nella politica, la Sicilia se vuole restare nei cambiamenti della società, guardando al futuro, deve pensare ad un progetto unico e razionale di sinergie e di interazioni con le comunità all’estero che coinvolga ed impegni tutti, le Istituzioni regionali, i siciliani residenti, i non residenti, i siciliani per scelta.
Un progetto finalizzato allo sviluppo dell’isola e dei suoi problemi ma che sappia essere protagonista nella pluralità di interessi nel mondo, cercando nuove alleanze ed opportunità di scambi.
Un progetto per il lancio in rete di un modello di sicilianità, capace di ulteriori aggregazioni, partecipazioni e connessioni con le altre realtà per fare della "Sicilia virtuale", una "Sicilia realtà" nel mondo. Non è un "vision" o un "fanta-progetto" ma la strada obbligata per entrare e restare nelle logiche e nella cultura della globalizzazione. (Domenico Azzia*-Inform)
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* Presidente di Sicilia Mondo