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INFORM - N. 72 - 12 aprile 2000

Il Presidente del Consiglio D'Alema agli "Incontri del Corriere"

"Pulizie di Pasqua" e liste elettorali degli italiani all'estero

ROMA - Una delle domande che i giornalisti del "Corriere della Sera" hanno rivolto al presidente del Consiglio Massimo D'Alema, durante l'incontro presso la sede del giornale (Corriere della Sera, 12 aprile 2000), ha riguardato il disegno di legge presentato dal governo concernente "Disposizioni in materia di anagrafe degli italiani residenti all'estero e sulla revisione delle liste elettorali". Come è noto, il provvedimento è stato approvato in sede referente il 4 aprile dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato ed è in attesa del voto dell'Aula, che dovrebbe aver luogo alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa elettorale.

Dopo le Regionali, tra poco più di un mese, - questa la domanda posta a D'Alema - gli italiani torneranno alle urne per i referendum, tra cui spicca quello elettorale per l'abolizione della proporzionale. Non crede che ci sia bisogno di una sorta di "pulizia di Pasqua" delle liste elettorali per depurarle da defunti e trasferiti che portano ormai il quorum al 52-53%?

"La questione - ha risposto il presidente del Consiglio - ha un'effettiva rilevanza democratica. Noi abbiamo presentato un disegno di legge urgente al Parlamento, perché abbiamo ritenuto che non fosse opportuno intervenire con un decreto su una materia come questa. Mi risulta che subito dopo le elezioni il Senato se ne occuperà. Dovrebbe esaminare questo disegno di legge. Abbiamo nelle liste elettorali 2 milioni 480 mila italiani all'estero, di questi nelle ultime consultazioni referendarie hanno votato in 13.000. Il problema non è naturalmente il diritto di votare o no. Per i referendum la questione è molto seria, perché lì si mette in gioco un diritto dei cittadini. Il referendum per abolire la proporzionale del 18 aprile '99 (fu invalidato per mancato raggiungimento del quorum; ndr) a mio giudizio aveva superato il quorum, se per quorum si intende la maggioranza assoluta degli elettori veri, di quelli che hanno ricevuto la cartolina e che erano in condizione di andare a votare. Io sento la responsabilità di questo, c'è qualcosa che tocca la credibilità delle istituzioni democratiche". (Inform)


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