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INFORM - N. 71 - 11 aprile 2000

Dal Sud Africa critiche e proposte a Rai International

DURBAN - "Il Comites del KwaZulu-Natal, Sud Africa, in unione con tutte le associazioni italiane della circoscrizione consolare di Durban, riunite in assemblea il 25 marzo 2000, ha deciso di informarla della profonda insoddisfazione della collettività italiana locale nei riguardi dei programmi televisivi di Rai International, che vuole presentarsi come la "finestra dell’Italia sul mondo e del mondo sull’Italia". Siamo convinti che le collettività italiane all’estero si vergognano al pensiero di essere immedesimate con codesto canale televisivo, che di conseguenza viene a costituire un ingente spreco di fondi governativi".

Pesante la critica contenuta in una lettera rivolta al direttore di Rai International ed inviata per conoscenza al presidente della commissione Informazione del CGIE Bruno Zoratto.

Seguono i punti salienti emersi dalle discussioni, con relative proposte di miglioramento:

  1. Mancanza di programmazione chiara e costante, preannunciata sia su riviste locali del Digital Satellite Tv (DSTv), sia sui giornali italiani locali. Il minimo accettabile sarebbe la trasmissione, a orari fissi quotidiani, del programma del giorno, con frequenti scorci della programmazione della settimana corrente. Al momento queste trasmissioni programmatiche sono saltuarie e a orari indeterminati e quindi inutili.
  2. Inserimento dell’Africa nel palinsesto del Nord America. Per noi è necessario usare il palinsesto dell’Europa Centrale, più vicina al nostro fuso orario.
  3. Trasmissione del TG a tempi arbitrari, senza orari fissi. L’informazione quotidiana dovrebbe essere al centro delle funzioni di Rai International, invece i telegiornali (marzo 2000) non presentano regolarmente:
    - lettura dei quotidiani più importanti e significativi;
    - informazione specifica e tempestiva di leggi e regolamenti che toccano gli italiani nel mondo;
    - presentazione chiara ed esauriente dello sport.
  4. Lo sport, e soprattutto il calcio, fa parte integrale della nostra cultura italiana e potrebbe costituire l’anello di aggancio sia dei giovani che dei non italiani. Non si comprende perché le partite di calcio trasmesse in altre parti del mondo non vengano trasmesse anche qui. Perché dobbiamo digerirci il programma sportivo stupido e insipido della domenica pomeriggio, invece che le migliori partite in diretta?
  5. Come lo sport, anche le lezioni di lingua italiana potrebbero attirare udienze di giovani e di non italiani. Esse sono purtroppo utilizzate come "fillers", senza programmazione fissa e senza precisare il livello di preparazione e di età richiesto.
  6. La mancanza di programmazione chiara rende impossibile la fruizione dei programmi culturali, essenziali sia per stimolare il turismo che per informare gli italiani. Inoltre programmi come Linea Blu, Viaggio in Italia, Sereno Variabile e simili, mancano di revisione professionale, per far sì che testo di spiegazione e testo visivo siano ben sincronizzati. La frequente ripetizione dello stesso programma è una beffa agli spettatori. (Inform)

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