* INFORM *

INFORM - N. 70 - 10 aprile 2000

L'Umanesimo Latino a New York - 1-3 Maggio 2000

BELLUNO - Il primo maggio 2000, data da tempo prescelta per il grande Convegno internazionale su "Globalizzazione e Umanesimo Latino" a New York, si avvicina rapidamente e la macchina organizzativa lavora a pieno ritmo per assicurare il perfetto svolgersi dei lavori, con grande dispiego di mezzi, per offrire il massimo dell’assistenza agli oltre trecento delegati con la partecipazione di importanti relatori altamente qualificati del mondo universitario e giovanile di origine italiana. Cervello e cuore dell’organizzazione è il presidente di Cassamarca (sponsor della iniziativa) avv. Dino De Poli, anche nella sua veste di presidente dell’Unione Triveneti nel Mondo e dell'Unione Latini nel Mondo.

A precedere l’avvenimento sono stati una serie di convegni di alto interesse che si sono svolti in varie parti del globo. Ultimi in ordine di tempo sono stati quelli di Trento e Genova.

Da Trento in particolare giungerà uno dei documenti più attesi, elaborato dai giovani, su problematiche, ruolo e prospettive "delle realtà giovanili delle associazioni di emigrazione in Italia e l’importanza di trasmettere i valori principali dell’Umanesimo latino".

Nel documento emerso dall’incontro di Genova invece, che approderà anch’esso a New York, si parte dalla considerazione che "l’emigrazione italiana sta velocemente cambiando volto" per giungere alla conclusione della "utilità e necessità di creare all’interno delle associazioni di emigrazione delle realtà giovanili" capaci di aiutare ed agevolare il dialogo con le nuove generazioni di italiani all’estero.

Un grande movimento di giovani quindi, per rinforzare i valori e i principi umanistici e latini che hanno da sempre caratterizzato le matrici culturali dei nostri popoli.

Il Convegno di New York costituisce certamente una grande occasione di "conoscenza" da proporre alle nuove generazioni, che si cala in un contesto contemporaneo e pratico, quello della emigrazione italiana e triveneta negli Stati Uniti.

E’ questo un fenomeno ragguardevole, nel panorama internazionale dell'emigrazione, che ha lasciato ovunque segni tangibili di ingegno e laboriosità, ivi compresa New York nella quale sono confluiti per decenni migliaia di emigranti italiani, molti dei quali sono assurti ad importanti ruoli nel contesto locale e anche nazionale. Oggigiorno peraltro esiste un handicap abbastanza diffuso tra gli italo-americani, indirizzato alle giovani generazioni (ma che può essere generalizzato all’estero), per le quali il sentirsi italiani è solo un optional a differenza dei più anziani che tengono ancora saldo il legame con la terra di origine. La conoscenza della lingua italiana e il patrimonio culturale legato alle zone di provenienza vengono persi per strada quindi dai giovani.

Ecco perciò l’importanza di eventi come il convegno di New York, che servono a riscoprire valori umani, storici e sociali di comune appartenenza. (Ivano Pocchiesa-Bellunesi nel Mondo/Inform)


Vai a: