Pattarino (Corriere on Line): un fallimento almeno in Venezuela l'edizione estera del Corriere della Sera
CARACAS - Mentre la Fusie ha espresso "soddisfazione" per il disegno di legge Minniti, approvato dal Consiglio dei Ministri i quale prevede che lo stanziamento per il sostegno delle testate italiane all'estero passa de 2 a 4 miliardi, i più importanti operatori dell'informazione dal Canada agli Stati Uniti, all'America Latina fino all'Europa si sono dichiarati ampiamente insoddisfatti del provvedimento in quanto non solo non tiene conto delle annose richieste avanzate da editori e giornalisti italiani all'estero ma sembra fatta su misura per assegnare a Repubblica ed al Corriere della Sera (che solo da pochissimo tempo hanno "scoperto" gli italiani all'estero evidentemente per ragioni esclusivamente economico/politiche) ben quattro miliardi per le loro edizione "estere".
Ha perciò ragione Gaetano Cario a gridare il suo scandalo perché ai due quotidiani si regalano 4 miliardi di lire, mentre altrettanti 4 miliardi se le devono suddividere circa 200 testate italiane riservate alle comunità italiane all'estero che da sempre sono al servizio delle collettività.
E lo scandalo, aggiungiamo noi, non finisce qui. Tutti ormai sanno che l'edizione estera del Corriere è economicamente fallimentare, a cominciare dal prezzo di vendita inferiore a pochi centesimi di dollaro la copia per finire alla scarsissima circolazione. E' sufficiente infatti una piccola indagine nelle edicole e librerie di maggior affluenza di italiani a Caracas per rendersi conto che le copie vendute raggiungono un centinaio di copie alla settimana per i principali punti di vendita. Non parliamo di altri punti di vendita dove le copie smerciate vanno da 2 a 5. Insomma un'operazione in piena perdita che non trova giustificazione alcuna se non in finalità meramente politiche e di regime (la giustificazione culturale è una pura e semplice cortina fumogena) ripagate con generosi quanto ingiustificati finanziamenti pubblici, a carico del solito tartassato Pantalone e sottratti maldestramente a chi ne avrebbe la piena titolarità: ossia i mezzi di informazione italiana che da decenni, tra gli stenti, operano all'estero, avviati ad un inesorabile suicidio assistito con Stato e Governo nelle vesti del dr. Morte.
Sarebbe davvero interessante sapere chi e come, all'ora di assegnare i contributi, avalla le tirature e sulla base di quali certezze. Mistero nel mistero: quanto costano e chi paga gli spot del Corriere della Sera che impestano le trasmissioni dei Rai International? Dubitiamo fortemente che via Solferino, che già perderebbe una barca di soldi nelle sue edizioni estero (salvo poi rifarsi sulle tasche degli italiani) spenda di suo altre centinaia di milioni per degli inefficaci spot televisivi. O anche questo "conticino" lo paga ancora quel poveraccio di Pantalone? Ed ammesso e non concesso che la Rai gli spot glieli passi gratis perché egual trattamento non viene riservato a Repubblica? E questa sarebbe la par condicio di cui si gloria l'attuale regime? (Ottavio Pattarino - Corriere on Line)