Incontro Dini-Picula: soddisfazione per l'andamento dei rapporti bilaterali tra Italia e Croazia. Annunciato un disegno di legge per introdurre il bilinguismo in Istria
ROMA - Il ministro degli Affari Esteri, Lamberto Dini, ha ricevuto il 6 aprile a Villa Madama il ministro degli Affari Esteri della Croazia, Tonino Picula.
Nel corso del cordiale colloquio entrambe le parti hanno manifestato soddisfazione per l’andamento dei rapporti bilaterali ed hanno espresso l’intendimento di pervenire a un ulteriore rafforzamento in tutti i campi di comune interesse. Dini ha sottolineato l’attenzione con cui l’Italia segue gli sviluppi politici in Croazia ed ha manifestato apprezzamento per l’orientamento europeo ed atlantico assunto dal nuovo governo, ribadendo il sostegno italiano al tragitto di avvicinamento della Croazia alle istituzioni euro-atlantiche.
Dini ha positivamente rilevato l’impegno di Zagabria che va incoraggiato e sostenuto, anche per il contributo suscettibile di derivarne per la stabilità della regione balcanica - nella direzione indicata dalla comunità internazionale in molti settori cruciali. Ciò con particolare riferimento ai rapporti con la Bosnia, allo stabilimento di relazioni di buon vicinato con gli altri Paesi confinanti, al rientro dei rifugiati, alla cooperazione con il Tribunale Penale Internazionale, al consolidamento delle istituzioni democratiche, alla promozione delle libertà fondamentali, al pluralismo dei media, all’apertura all’economia di mercato.
E’ stato sottolineato l’interesse italiano e croato al lancio dell’ "Iniziativa Adriatica", che vedrà nella prossima Conferenza di Ancona il 19-20 maggio il suo momento formale di avvio; a tale proposito Dini ha rilevato l’importanza della cooperazione tra i due Paesi per favorire lo sviluppo di tale progetto, che potrà portare concreti benefici in tutta l’area, nella prospettiva di rafforzarne la stabilità politica ed economica, nonché di promuovere l’efficace prevenzione e repressione dei traffici illeciti e della criminalità organizzata.
Nel corso del colloquio, il ministro Dini ha anche segnalato l’attenzione con cui il governo e l’opinione pubblica guardano alla minoranza italiana in Croazia, con particolare riguardo al mantenimento e allo sviluppo della sua identità culturale ai sensi dell’Accordo sui Diritti delle Minoranze del 5 novembre 1996. Da parte italiana viene commentato positivamente l’annuncio croato di un disegno di legge governativo per introdurre il bilinguismo in Istria a livello regionale.
Per quanto riguarda i temi economici, i due ministri hanno constatato che gli investimenti italiani in Croazia sono in aumento ed hanno osservato che essi sono da interpretare anche come un segnale di fiducia, auspicando che la svolta politica e le annunciate riforme economiche nel senso della trasparenza e del libero mercato favoriranno la già ottima collaborazione bilaterale.
Al termine dei colloqui, è stata adottata una dichiarazione congiunta sui contenuti delle relazioni tra Italia e Croazia. (Inform)
Dichiarazione congiunta italo-croata
I Ministri degli Esteri italiano, Lamberto Dini, e croato, Tonino Picula, si sono incontrati a Roma il 6 aprile 2000, hanno esaminato la situazione dei rapporti bilaterali nonché le possibilità del loro futuro rafforzamento, in particolare nella prospettiva di una comune collaborazione ai processi di stabilizzazione, democratizzazione e ripresa economica dei territori dell’Europa sud-orientale ed hanno dichiarato quanto segue:
- l’Italia e la Croazia esprimono soddisfazione per l’ottimo livello delle relazioni bilaterali, che hanno raggiunto uno spessore e una qualità senza precedenti e considerano che la svolta democratica compiuta dalla Croazia dopo le ultime elezioni consolidi e rafforzi ulteriormente il legame instauratosi tra i due Paesi, spianando la via a relazioni di partenariato:
- i due Paesi sono impegnati nel promuovere i principi fondamentali delle Nazioni Unite, dell’Osce, del Consiglio d’Europa, in particolare per quanto attiene ai valori della democrazia, del rispetto dei diritti umani e delle minoranze, delle libertà civili e della coesistenza pacifica, segnatamente con riferimento a una dimensione europea e regionale; l’Italia continuerà a sostenere la Croazia nella piena attuazione degli Accordi di Dayton;
- confermano il proposito di perseguire attivamente l’attuazione di questi a valori e di continuare a fornire in tale direzione un contributo coerente in tutti i fori internazionali e di cooperazione regionale, quali l’IN.CE;
- condividono, in particolare, obiettivi e contenuti delle grandi Istituzioni democratiche europee. L’Italia intende continuare a sostenere le aspirazioni della Croazia ad un rafforzamento dei rapporti con l’Unione Europea, promuovendo la conclusione di un Accordo di stabilizzazione ed associazione nei tempi più brevi possibili; allo stesso tempo la Croazia continuerà ad adeguarsi velocemente agli standards dell’Unione Europea; per quanto riguarda la NATO, l’Italia conferma l’appoggio alla Croazia per il raggiungimento dei criteri per un piena partecipazione, partendo dalla EAPC e quindi PfP nella comunità euro-atlantica; la Croazia, anche in questo caso, sottolinea la propria volontà di continuare ad adeguarsi agli standards della NATO;
- sono state esaminate possibili forme concrete di collaborazione nell’ambito dei vari "Tavoli di Lavoro" del "Patto di Stabilità";
- si propongono di rafforzare la collaborazione bilaterale in tutti i campi, politico, economico, culturale e della sicurezza, sulla base della piena aderenza ai principi fondamentali internazionalmente riconosciuti, e di gestire in tale spirito tutte le questioni di mutuo interesse; più specificamente si adopereranno per facilitare gli scambi commerciali, per migliorare i grandi assi di comunicazione, per una più estesa collaborazione nel settore della pesca atta a prevenire ogni possibile incidente, per lo sviluppo del turismo, per la protezione ambientale, per la promozione della ricerca scientifica e per iniziative di collaborazione finanziaria volta ad investimenti comuni, ove possibile;
- attribuiscono particolare importanza all’area dell’Adriatico e considerano che la Conferenza per lo sviluppo e la sicurezza dell’Adriatico debba rappresentare l’avvio di un processo di collaborazione più allargata ed intensa che, rendendo questo mare un’area di pace, stabilità e crescente prosperità sulla base di relazioni di fiducia e buon vicinato, contribuisca in maniera determinante alla lotta alla criminalità organizzata, alle migrazioni clandestine e al traffico illecito di merci;
- dichiarano l’intendimento di predisporre in tempi brevi, anche in vista del confermato incontro fra i Primi Ministri Racan e D’Alema dell’8 maggio p.v. a Roma, un "piano d’azione" per la collaborazione fra i due governi che consenta di delineare il tragitto della futura intensificata collaborazione. (Inform)