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INFORM - N. 66 - 4 aprile 2000

L'incontro di D'Alema con la collettività italiana del Cairo

IL CAIRO - "Una testimonianza della presenza della comunità italiana in Egitto ma anche un segno tangibile dell’integrazione e della intraprendenza degli italiani in questo Paese nel corso dei decenni", così il presidente del Consiglio Massimo D'Alema ha definito l'Ospedale italiano Umberto I, dove il 2 aprile, nel corso del vertice euro-africano che si è svolto sotto l’egida delle Organizzazioni per l’Unità Africana e dell’Unione Europea, egli ha incontrato la comunità italiana.

"Un ospedale - ha aggiunto - che ha allargato il suo campo d’azione che va dall’assistenza agli anziani e agli indigenti, sia italiani che egiziani, ad iniziative di avanguardia nel campo della ricerca medica e scientifica, come il progetto di prevenzione del tumore al seno in collaborazione con l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano - che prevede l’assistenza a ben 5.000 donne nell’arco dei primi sei mesi - ed i moderni programmi di formazione e di istruzione del personale medico e paramedico".

Agli italiani della prima generazione, i cosiddetti "Italiani d’Egitto", ha ricordato D'Alema, si aggiungono, oggi, quelli nuovi legati al mondo delle imprese che operano nei campi dell’energia, tecnologia, costruzioni, telecomunicazioni e nei più diversi settori dell’economia egiziana. Due comunità chiamate a collaborare e ad integrarsi, una più anziana, artefice, sin dal secolo scorso, di prestigiose istituzioni sanitarie, culturali e sociali; l’altra che ha la responsabilità di dare continuità a queste iniziative in un contesto politico, economico e sociale certamente cambiato. La componente più giovane di questa generazione, al Cairo, frequenta due scuole italiane, riconosciute in Italia: l’Istituto Tecnico "Don Bosco" ed il Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci".

Il presidente del Consiglio ha auspicato che il titolo di studio italiano venga presto riconosciuto anche dalle autorità egiziane: per questo le nostre competenti autorità si stanno attivando. Ciò potrà favorire una maggiore apertura delle scuole agli studenti egiziani ed una maggiore integrazione della scuola italiana nella società egiziana e contribuirà a migliorarne il livello e ad accrescere la partecipazione alla vita culturale locale.

Una parte dell'intervento di D'Alema è stata dedicata al voto all'estero. "Una legge costituzionale, approvata dal Parlamento, costituisce un primo pilastro del complesso normativo che consentirà agli italiani all’estero tale partecipazione. Con l’approvazione – in prima lettura alla Camera – della modifica degli articoli 56 e 57 della Costituzione, con la quale vengono attribuiti 12 deputati e 6 senatori alla Circoscrizione Estero, è stato fatto un altro importante passo avanti. Una volta approvata definitivamente tale ulteriore modifica costituzionale, dovrà essere varata la normativa ordinaria concernente le modalità concrete di esercizio del voto all’estero.

"Mi auguro - ha aggiunto il presidente del Consiglio - che i tempi di approvazione dei provvedimenti legislativi siano rapidi e che voi possiate eleggere i vostri rappresentanti che portino i vostri problemi nel Parlamento italiano. Per consentire una più corretta gestione ed un aggiornamento delle liste elettorali più accurato e puntuale, sono state, di recente, emanate disposizioni sull’anagrafe degli italiani residenti all’estero e sulla revisione delle liste elettorali. Sono convinto che il nostro Paese, oltre alle sue potenzialità politiche, economiche e culturali, ha una grande e straordinaria ricchezza: le sue comunità italiane all’estero, numerose, forti e così rappresentative all’interno dei paesi nei quali con fatica e con ingegno hanno saputo affermarsi. Una delle migliori risorse a cui noi governanti dobbiamo sapere attingere per la nostra politica estera ed economica".

D'Alema ha infine sottolineato il ruolo dell'Italia, "un paese protagonista delle nuove relazioni internazionali", ricordando che il nostro Paese, che intrattiene con il continente africano solidi rapporti di amicizia e cooperazione, è oggi fortemente impegnato sulla questione del debito dei Paesi più poveri. "L’Italia - ha detto -, che ha già cancellato negli anni passati 1500 miliardi di debiti di Paesi poveri, ha concorso con le decisioni del Vertice G7/G8 di Colonia, ad un fondo internazionale con altri 2000 miliardi per cancellare altri debiti. Il Governo ha poi presentato in Parlamento, nei mesi scorsi, una proposta di legge con la quale 18 Paesi poveri vedranno completamente cancellati i loro debiti con l’Italia per altri 3000 miliardi. Sono davvero lieto di farvi partecipi di questi sviluppi, proprio perché sento che voi, che avete fatto del continente africano la vostra nuova casa, siate in qualche modo portavoce di questa nuova immagine del nostro Paese e dell’integrazione fra culture e società diverse". (Inform)


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