Un editoriale di Gaetano Bafile su "La Voce d'Italia" di Caracas
Le sfide che attendono il nuovo Ambasciatore d'Italia in Venezuela
CARACAS - Avremmo voluto accoglierla, signor Ambasciatore, con un benvenuto diverso da questo che le circostanze impongono.
Lei giunge in un Paese tuttora in lutto, dove quanti lo scorso dicembre hanno vissuto il terrore dell'alluvione, quanti dell'immane sciagura sono stati impotenti protagonisti, non sono ancora riusciti a strapparsi dagli occhi le allucinanti immagini né ad uscire dal greve clima del disastro che non ha risparmiato gli "italiani del Venezuela"; uccidendo connazionali, trascinandosi intere famiglie, distruggendo case, aziende, beni costati tanti sacrifici.
La solidarietà umana venuta da fuori, di cui è stata particolarmente generosa la Madrepatria - e di ciò siamo grati e orgogliosi - ha rincuorato, ha ravvivato speranze che sembravano frantumate e sta riconducendo adesso il Venezuela entro i solchi aperti al progresso che tanto sanno di sudore e sangue dei nostri pionieri.
Oggi possiamo rompere il riserbo fin qui osservato per richiamarci alle indicazioni pressoché unanimi d'un piccolo sondaggio condotto in ambienti di ragguardevole attendibilità; indicazioni le quali ci autorizzano a riporre la fiducia, le attese, nel nuovo rappresentante d'Italia in Venezuela.
Il dott. Adriano Benedetti dunque - ne fanno fede le opinioni che ne hanno preceduto l'arrivo - ha i numeri per rispondere al meglio alle responsabilità che si accinge ad assolvere, in testa quella imprescindibile, fondamentale, di concorrere con l'accorto ma risoluto coinvolgimento del Governo italiano attraverso le sue istituzioni, a sollevare la Collettività dal "lungo stallo", a riparare le "dimenticanze", le diserzioni, la colluvie di impegni solennemente assunti e poi mandati a monte.
Non è del tutto sfumato il ricordo dell'immeritato schiaffo inferto agli "italiani del Venezuela", all'operoso universo imprenditoriale ch'essi esprimono, quando buttati alle ortiche gli oleografici ditirambi il Governo di Prodi ci escluse dall'itinerario dell' "Anno dell'Italia nell'America Latina".
Certo, il momento che sta attraversando questo Paese è dei più difficili, dei più travagliati. Eppure, in mezzo ai guai che stanno macchiando il suo orizzonte di inquietanti presagi emergono prospettive che meritano di essere tenute in conto perché prima o poi salderanno le scommesse che su di esse si fanno. È la ferma convinzione degli "italiani del Venezuela".
Malgrado la fustigante crisi s'avvertono, e vanno messi a frutto, i presupposti d'una ripresa quanto mai necessaria. I presupposti ci sono sia per il Venezuela che per la nostra Collettività chiamata ancora una volta a onorare il retaggio trasmessogli dai pionieri e i valori che stanno esprimendo le nostre giovani generazioni.
Alla vigilia del commiato il predecessore Vittorio Pennarola ebbe ad annunciare l'avvio a compimento di importanti accordi bilaterali che motivano un prossimo e non lontano viaggio di Stato a Roma del Presidente del Venezuela. Quale migliore preludio ad una svolta determinante nei rapporti italo-venezolani?
Gli accordi pronti per la firma riguardano la Cooperazione Scientifica e Tecnologica, la promozione e protezione degli investimenti, la lotta al narcotraffico, al crimine organizzato. Altri sono in sospeso ed abbracciano settori non meno importanti come quello, ad esempio, della cooperazione nell'ambito della piccola e media impresa. Insomma, Ambasciatore, da fare ce n'è, e non poco. Intanto c'è da "salvare", attraverso provvedimenti con carattere d'urgenza, il patrimonio dei nostri imprenditori devastato dall'alluvione. Si è parlato, con la missione dell'Ambasciatore Incisa di Camerana, e negli incontri a tutti i livelli del Sottosegretario Danieli, della necessità d'una politica "ad hoc" di crediti agevolati col coinvolgimento dell'ICE, delle Camere di Commercio, delle Regioni, di istituzioni bancarie. Ne affidiamo l'urgenza alla sua sensibilità.
Nel lasciare Caracas Pennarola disse alla "Voce": La Collettività italiana mi ha riempito d'orgoglio, di soddisfazione. Una Collettività così operosa, così bene inserita nel contesto sociale venezolano è davvero eccezionale. Non tutti possono contare su una comunità come la nostra che funziona, che lavora che ci fa apprezzare... È questa, Ambasciatore Benedetti, la Collettività che le sarà accanto nell'impegno di aggiungere un'altra significativa pagina alla storia del lavoro italiano in questa generosa terra. Ci creda, non è poca cosa. (Gaetano Bafile*-La Voce d'Italia/Inform)
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Direttore de "La Voce d'Italia", Caracas