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INFORM - N. 60 - 27 marzo 2000

Le pensionate dello Spi-Cgil adottano cento anziane di Mostar senza distinzione di etnia o religione. Per tutto l'anno ogni donna riceverà 40 mila lire al mese.

"Cercando una nuova amica"

ROMA - Il sindacato pensionati Spi Cgil ha scelto ancora una volta la strada della solidarietà con l'adozione a distanza di cento donne anziane di tutte le etnie della zona di Mostar in Croazia. L'iniziativa, nasce da un accordo stipulato tra il coordinamento donne dello Spi e l'associazione "Zene Mostara" che raccoglie donne musulmane, serbe, croate della città martoriata dalla guerra tra etnie.

Zene Mostara, che è una associazione da sempre impegnata sul fronte sociale, ha già individuato le persone verso cui indirizzare l'aiuto del sindacato. Molte di queste donne hanno perso il marito e i figli sotto le bombe o trucidati dalle pallottole della battaglia civile.

Mostar è stata per molti mesi teatro della guerra combattuta quartiere per quartiere tra cittadini prima uniti nella stessa municipalità e, poi, all'improvviso divisi da un odio che ha lasciato nella solitudine e nel bisogno larga parte della popolazione.

La fine del conflitto non è purtroppo servita nei fatti ad eliminare le profonde divisioni culturali ed etniche tra Mostar Est e Mostar Ovest. Anziani e bambini, nonostante la fine della guerra, continuano a patire le conseguenze di un conflitto che, oltre a distruggere case, scuole e luoghi di incontro, ha frantumato famiglie, ha diviso amici, ha rotto fidanzamenti.

In questa situazione l'adozione a distanza rappresenta una candela accesa che consente di portare aiuto a chi ne ha bisogno senza sradicarlo dalla propria cultura, dalla propria casa, ma soprattutto dai propri affetti. Si tratta di un piccolo passo, ma significativo. Con le 40 mila lire mensili stanziate per ogni adozione, ciascuna donna potrà coprirsi, mangiare pasti caldi tutti i giorni, pagarsi le cure mediche, insomma potrà continuare a sopravvivere nella sua casa e nella sua città.

Nei giorni 30 e 31 marzo le pensionate italiane e bosniache si incontreranno a Mostar per conoscersi. Nel convegno multietnico saranno presentati alcuni importanti progetti di solidarietà a favore della popolazione della ex Jugoslavia; sarà inoltre inaugurata una scuola materna a Potoci.

"Cerco una nuova amica" - spiega Gabriella Poli, responsabile del Coordinamento nazionale donne Spi - vuole far prevalere una cultura di pace, di convivenza tra i popoli, di solidarietà tra le nuove generazioni. Questa iniziativa - ha aggiunto - ci consente di concentrare gli aiuti sulla parte più debole della popolazione che oggi soffre di più gli effetti della guerra e dell'odio etnico e religioso e che ha minori possibilità di superare precarietà, disagio, solitudine". (Inform)


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