L'editoriale di "Trentini nel mondo"
La riunificazione di tutti i Trentini, impegnativo obiettivo per l'anno del Grande Giubileo
TRENTO - Del Grande Giubileo dell'anno 2000, come Trentini nel Mondo vogliamo in particolare celebrare in chiave etica e civile due obiettivi presenti nelle prescrizioni del Vecchio Testamento e negli intenti dei Giubilei dell'era cristiana: la riconciliazione e la riunificazione del nostro popolo.
Una riconciliazione che copra tutta la storia della nostra emigrazione e coinvolga i Trentini che sono rimasti nella loro terra e nella loro patria ed i Trentini che, spinti da necessità, hanno cercato altrove nuove terre e nuove patrie.
Epopee di popoli e grandi trasmigrazioni, quali sono state le emigrazioni in certi periodi, hanno comportato rinunce dolorose, sensi di colpa, desideri di rivincita e lacerazioni di rapporti affettivi nella famiglia, nei parenti e nell'ambiente.
Molti hanno atteso invano una riconoscenza che credevano meritata o una riparazione che continuano a ritenere dovuta. Anche nelle comunità verso cui si sono indirizzati non sempre c'è stata accoglienza entusiastica e convivenza pacifica. Né sempre i nuovi arrivi sono stati salutati come forieri di benessere e sviluppo. Molti sono stati i conflitti di interesse e le riserve di ordine etnico, religioso o razziale.
Anche nei confronti dei nuovi Paesi, di cui i figli sono divenuti cittadini operosi, è opportuna un'azione esplicita di riconoscimento e di rappacificazione che cancelli i torti, veri o presunti, inferti o patiti, in nome del comune obbligo a far crescere la loro patria attuale e ad edificare un clima in cui nessuno sia straniero o ospite, ma tutti siano cittadini con gli stessi diritti e gli stessi doveri.
Le incomprensioni e gli scontri sui diversi atteggiamenti e sulle diverse storie vanno ricuperati e sanati perché non riverberino effetti negativi sulla storia di oggi e di domani.
La riunificazione di tutti i Trentini, ovunque si trovino, in nome della comune origine, ma ancora più in nome di quella solidarietà che ha sorretto e guidato gli uomini delle nostre montagne nella loro vita di lavoro e di sacrifici e che ha generato, esempio tra i più significativi della storia della gente di montagna, la cooperazione come costume di vita ed espressione di reciproco sostegno e aiuto.
Il popolo trentino esiste, non è una astrazione sociologica. Di esso fanno parte tutte le persone che consciamente od inconsciamente fanno riferimento ai valori di questa terra, alla forza della cultura e della tradizione, agli insegnamenti morali degli avi, alla lezione della vita condotta per secoli in quel determinato ambiente naturale.
Ritrovare l'unità non significa soltanto alimentare l'orgoglio delle radici e dell'eredità morale, ma rinnovare il piacere dell'incontro e dare alla domanda di nuova solidarietà una motivazione aggiornata e una valenza che si estende molto al di là della nostra dimensione geografica e delle nostre valli. La globalizzazione non riguarda esclusivamente i prodotti ed i mercati, coinvolge anche gli uomini e rischia 1'omologazione generale. Avere un'identità, coltivarla e viverla con tutti coloro che ne sono portatori è una difesa da ogni omologazione ed è un'occasione irripetibile di arricchimento per sé stessi e per gli altri.
Vorremmo che tutti ci aiutaste a conoscere e raggiungere il mezzo milione circa di discendenti trentini che abitano il mondo. Stabilire e mantenere contatti con loro è creare una rete globale con grandi potenzialità.
Approfondendo queste ragioni e sforzandoci di dare delle stesse il significato più vero e più ampio, ci prepariamo a vivere le manifestazioni più significative in calendario per l'anno in corso: la convention dei Trentini in Australia a Myrtleford; la convention dei Trentini in Nord America, a Boston; il giubileo dell'emigrante e il grande incontro di tutti i Trentini nel mondo a Trento.
Nel grande incontro dei Trentini nel mondo, fissato per i giorni 28-29 e 30 luglio a Spormaggiore, ci proponiamo di tradurre in gesti simbolici, ma carichi di emozione e di significato, la grande rappacificazione e la riunificazione di tutti i Trentini associando anche tutti coloro che con noi hanno diviso un tratto di strada e coloro che abbiamo avuto occasione di incontrare lungo il nostro cammino. Il riunirci non significa per nulla dividerci dagli altri nella presunzione di essere diversi e migliori, significa soltanto attrezzarci meglio per essere più forti nell'aiutarci e nell'aiutare tutti. (Ferruccio Pisoni-Trentini nel Mondo/Inform)