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INFORM - N. 53 - 16 marzo 2000

Zoratto (CGIE Germania): "la triste storia dell'Ambasciata italiana dimenticata a Berlino"

STOCCARDA - (Inform).- "Interrogazione" o per meglio dire "appello" di Bruno Zoratto (CGIE Germania) al Presidente del CGIE e Sottosegretario agli Esteri Franco Danieli ed al Segretario generale del CGIE Franco Narducci sulla (è suo il titolo) "triste storia dell'Ambasciata italiana dimenticata a Berlino".

Ancora una volta - scrive Zoratto - l'erario italiano è costretto a pagare per l'inettitudine della pubblica amministrazione. Complesse pastoie burocratiche, strani ricorsi al TAR del Lazio e vergognosi comportamenti dell'amministrazione pubblica hanno lasciato, a 55 anni della fine della guerra, in un cumulo di macerie il maestoso palazzo dell'Ambasciata d'Italia a Berlino, distrutto dalla guerra e di proprietà dello Stato italiano, collocato nella centralissima Hiroshimastrasse, facendo fare all'Italia nella capitale tedesca una brutta figura.

In attesa che la complessa matassa amministrativa italiana si sbocchi, - prosegue l'esponente del CGIE - la Farnesina ha affittato alcune "soffitte" di un vecchio palazzo nella Dessauerstrasse, al "modico" prezzo di 45-5O milioni mensili. Il costo, quindi, della nuova sede provvisoria sarà circa di 600 milioni all'anno. Se i lavori di restauro, finiranno solo nel 2003 - come qualcuno, fantasticando, sembra ipotizzare - il contribuente di casa nostra, per colpa della burocrazia e del ritardi della giustizia amministrativa dovrà sborsare ben 2 miliardi di lire!

Nel 1996 l'architetto romano Vittorio De Feo vinse il concorso per la ristrutturazione interna dell'imponente palazzo, con un preventivo di 25 miliardi più lVA; se si continua dl questo passo, ritardando i lavori l'esplosione dei costi aumenterà vertiginosamente, provocando ulteriore spese ed inconvenienti.

Preso atto della scandalosa situazione, sicuro di interpretare la stragrande maggioranza della numerosa collettività italiana residente in Germania - conclude Zoratto -, Le chiedo di intervenire urgentemente, affinché la questione venga ridefinita definitivamente, facendo così risparmiare all'erario inutili ed ulteriori sperperi. (Inform)


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