INTERVENTI
Una analisi di Franco Santellocco
(Cgie)
Lavoro e Impresa
degli Italiani all'estero
Il lavoro e l’imprenditoria degli italiani all’estero sono una realtà misconosciuta in Patria.
Imprenditori e lavoratori, insieme, hanno spesso impressionato per la eccellenza del lavoro, per la capacità professionale, per lo spirito di iniziativa.
Gran parte di questa imprenditoria, di medie e piccole dimensioni, è spesso sinergica con analoghe attività svolte in Madrepatria.
La collaborazione fra queste due realtà va ricercata con concretezza, realismo e dinamismo. Essa, quando opportunamente sostenuta e conosciuta, diventa utile strumento di penetrazione e di sviluppo coordinato del sistema Italia, in particolare per quelle PMI che, pur proponendo un prodotto appetibile, non riescono ad affrontare le difficoltà legate alle modeste dimensioni dell’impresa, alla scarsa conoscenza del mercato, alla mancanza di adeguati strumenti di promozione, alla carente conoscenza della lingua.
E’ dunque indispensabile individuare e mettere
a punto ogni azione idonea a favorire l’iniziativa delle PMI, nella prospettiva
di creare le condizioni favorevoli ad una collaborazione fattiva con le imprese
ed il lavoro dei connazionali all’estero al fine di costituire sistema per affrontare
meglio la competizione internazionale, di analizzare le politiche italiane e
quelle dell’unione europea a sostegno dell’internazionalizzazione, di suggerire
le linee di azione più adeguate alla luce del quadro normativo e delle problematiche
da affrontare.
Un tema tanto più vitale ora che l’Italia ha urgenza di rilanciare la produzione ed esportare, che le PMI stanno organizzandosi per affrontare i mercati mondiali, ma lo fanno senza il concorso, anzi spesso in concorrenza, dell’imprenditoria italiana all’estero.
E’ tempo ormai che:
- le forze politiche, le associazioni e le organizzazioni rappresentative degli italiani all’estero assumano una funzione propulsiva nel promuovere e suggerire le azioni di collaborazione e le possibili sinergie dell’imprenditoria locale con analoghe imprese nazionali;
- l’associazionismo, riunendo tutte le capacità operative delle comunità nei diversi Paesi di accoglienza, assuma con consapevolezza un ruolo propulsore di lavoratori, imprenditori, artigiani, commercianti, appartenenti al mondo universitario e della ricerca, di emigrazione recente e lontana, per assicurare quella rete di conoscenze, supporto e partecipazione atta a favorire lo sviluppo del sistema Italia in ampia collaborazione con il lavoro e la imprenditoria nazionale.
Il
Senatore Monti ha rimesso al centro del dibattito politico contenuti e metodo
di governo, nel passato concentrato quasi esclusivamente su schieramenti e scontri
tra personalità, e cita nelle prime pagine della sua agenda di lavoro gli italiani
nel mondo affermando: "L’Italia
deve valorizzare la rete di italiani nel mondo, un network con potenziale
inestimabile".
Questo riconoscimento premia finalmente fedeltà, dedizione e lavoro, ma è bene ricordare alle forze politiche che solo con la profonda conoscenza del territorio, con l’autonomia e la concretezza propria dell’associazionismo, è possibile individuare la complessa soluzione dei molti problemi che vivono e subiscono le comunità all’estero.
E’ giunta l’ora che l’altra Italia sia pienamente coinvolta nello sviluppo di un sistema che la veda partecipe a pieno titolo e con pari dignità alla rinascita economica del nostro Paese. (Franco Santellocco* -Inform)
* Presidente della V Commissione “Formazione Lavoro Impresa Cooperazione” del CGIE