INFORM - N. 244 - 31 dicembre 2012


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “La Voce degli Italiani in Francia”

Intervista ad Andrea Cavallari, Console generale d’Italia a Parigi

 

PARIGI - Che tipo di rapporto ha con la Francia ? Ha già vissuto a Parigi o è la prima volta?

Il mio rapporto con la Francia è iniziato nel 1973, quando la mia famiglia si trasferì a Parigi per motivi legati al lavoro di mio padre. Ho compiuto i miei studi nella capitale francese, prima al liceo italiano Leonardo da Vinci e poi all’università di Sciences Po. Per queste ragioni mi sento particolarmente legato alla Francia ed è con particolare entusiasmo che vi faccio ritorno.

Ci può parlare un po’ del suo passato professionale?

Sono in carriera diplomatica da più di 20 anni e ho ricoperto diversi incarichi tanto a Roma che all’estero. Questa di Parigi è la mia prima esperienza consolare. In precedenza sono stato a Budapest, a Nuova Delhi, a New York alla Rappresentanza Permanente italiana alle Nazioni Unite e a Vienna, presso l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa. Ho avuto la possibilità di fare una serie di esperienze diverse che mi hanno permesso di ricoprire il nuovo importante ruolo che mi è stato assegnato.

In questo primo periodo ha avuto modo di entrare a contatto con la comunità italiana in Francia. Quali sono state le sue prime impressioni?

Si tratta di una realtà estremamente varia, ricca di personalità molto differenti tra loro. Ogni settore della comunità italiana presente nella circoscrizione del Consolato Generale di Parigi ha esigenze particolari che richiedono trattamenti distinti. La sfida che mi aspetta sarà proprio quella di rispondere nella maniera più appropriata alle diverse richieste che provengono dai vari settori della comunità italiana.

Cosa ne pensa dell’attuale crisi che stanno vivendo i Comites italiani in Francia?

Indubbiamente i Comites stanno passando un periodo difficile. Non bisogna però dimenticare che queste organizzazioni rimangono un punto di riferimento per gli italiani presenti in Francia e il fatto che siano organi elettivi li rende ancora più importanti, in quanto sono espressione diretta della comunità italiana. Spero davvero durante il mio mandato di poter contare sul loro appoggio nel promuovere attività di sostegno a favore dei nostri concittadini in Francia.

Ha qualche progetto in particolare che vuole sviluppare in questo primo periodo?

Con l’aiuto dei diversi organi di rappresentanza, spero di poter realizzare una serie di iniziative volte a promuovere lo sviluppo della comunità italiana. Come ho già detto durante i miei primi incontri con i Comites e con le associazioni, ho intenzione di organizzare alcuni
eventi che spero possano catturare l’interesse della nostra collettività. Considero la sede del Consolato Italiano è un bene comune al servizio degli italiani presenti in Francia e spero di poterla valorizzare, utilizzandola anche in occasione di alcuni appuntamenti destinati alla comunità italiana.

C’è un legame particolare tra il Consolato e il mondo delle imprese italiane?

Le aziende italiane presenti sul territorio sono radicate nel tessuto sociale francese e per questo è mia intenzione approfondire il rapporto tra l’attività consolare e quella imprenditoriale. È quindi naturale che tra i miei obiettivi vi sia anche la promozione dell’attività della Camera di Commercio Italiana in Francia così da accrescerne il ruolo e auspicabilmente richiamare l’attenzione delle imprese interessate al mercato francese.

Ci può dire la sua opinione riguardo la recente chiusura di alcune importanti sedi consolari?

È innegabile che la collettività italiana in Francia, con la sua ricchezza e varietà, costituisce un patrimonio di grandissimo valore per l’Italia e per questo merita di essere tutelata dalle istituzioni. Una realtà di cui bisogna tenere conto anche quando si attua un processo di razionalizzazione della rete consolare come quello che ha portato recentemente alla chiusura di alcune sedi. Mi auguro quindi che in futuro non vengano effettuate nuove chiusure e che le sedi esistenti possano contare sulle risorse necessarie per garantire alla collettività servizi moderni e efficaci. (Patrice Gaspari e Danilo Ceccarelli -La Voce degli Italiani in Francia /Inform)

 


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