REGIONE MOLISE
Messaggio di fine anno del presidente della Giunta regionale
Michele Iorio:
“Auguro a tutti i molisani, sia quelli
che vivono in regione sia quelli che risiedono in altre parti del mondo,
di poter essere artefici di un'evoluzione sociale improntata alla speranza e
alla voglia di solidarietà, di pace e di concordia tra i popoli”
CAMPOBASSO - «La crisi economico-finanziaria
in atto ha mostrato nel 2012 un livello di disagio sociale preoccupante per
l'intero Paese e anche per il nostro Molise. La disoccupazione, le difficoltà
delle imprese, le condizioni di criticità di tante famiglie molisane hanno reso,
in molti casi, il guardare al futuro un esercizio di angosciosa inquietudine.
Nelle discussioni quotidiane, quelle fatte per strada, nei mercati, nei luoghi
di incontro, sono entrate in maniera dirompente parole sconosciute ai più come
"spread", ma anche acronimi come IMU. Come se ciò non bastasse, all'incertezza
determinata da un'economia sotto la pressione della crisi, si sono aggiunti
episodi di mala politica che hanno gettato discredito sia sul sistema politico,
ma anche su quello istituzionale, mettendo in discussione addirittura l'opportunità
dell'esistenza di alcune sue parti. Ma nei momenti di difficoltà è imperativo
non dare spazio al pessimismo. Bisogna trovare in noi stessi, nella nostra comunità,
nel sistema democratico, di cui grazie a chi ci ha preceduto possiamo godere,
la forza di rialzarci e di andare avanti. Bisogna ritrovare il gusto e la bellezza
della vera politica che come molti asseriscono è una vera e propria arte: quella
del costruire opere materiali e immateriali per il "bene di noi-tutti".
La politica è dunque una grande e complessa
fabbrica del "fare", sempre aperta ed intenta a produrre progetti
ed iniziative che cambino davvero le cose dando vita ad una vera e matura giustizia
sociale. Una fabbrica - ed è bene che nessuno lo dimentichi - che per funzionare
ha necessità del convinto e continuo lavoro di tutti i suoi operai: ogni cittadino,
nessuno escluso, di una nazione e, nel nostro caso, di una regione.
L'unità del popolo italiano e la sua libertà
di pensiero, di azione, ma anche la sua emancipazione dal bisogno e dalle varie
forme di povertà, vecchie e nuove, sono il qualificante obiettivo della
politica e di chi la pratica come eletto, ma anche come elettore. Bisogna distinguere
tra la politica delle idee e della concretezza, da episodi sconsiderati ed indegni
posti in essere da piccoli e squallidi politicanti che con il loro fare non
possono e non debbono turbare gli equilibri di cultura, di valori e di principi
su cui si basa la democrazia che la Costituzione repubblicana ci ha garantito.
Un messaggio che vale per tutti, ma soprattutto per i giovani, questi sono la
parte più "offesa" di questo momento turbolento. La disoccupazione,
la mancanza apparente o reale di prospettive, rende il loro domani fumoso o
sfuggente. Di qui, il generarsi nel loro animo di emozioni di sconcerto, di
sfiducia, di timore e di rabbia. Sentimenti giustificabili per ciò che vivono,
ma che tutti abbiamo il dovere, a seconda delle nostre piccole-grandi responsabilità,
di tramutare in positivo, se davvero vogliamo fregiarci di vivere in una civiltà
evoluta e moderna. Dobbiamo tutti insieme, giovani e meno giovani, avere quello
scatto di orgoglio per cambiare le cose e portarle su una nuova direzione di
crescita e di sviluppo.
Concludo ricordando, e soprattutto ponendole
come augurio e autorevole auspicio per tutti i molisani per il prossimo anno,
le parole di Papa Benedetto XVI pronunciate all'udienza avuta in occasione del
dono da parte del Comune di Percopennataro, in rappresentanza
di tutto il Molise, dell'albero di Natale in Piazza San Pietro: "L'abete
bianco che avete voluto donarmi, cari pescolani e
abitanti dell'intera Regione Molise, manifesta anche le fede e la religiosità
della gente molisana, che attraverso i secoli ha custodito un importante tesoro
spirituale espresso nella cultura, nell'arte e nelle tradizioni locali. E' compito
di ciascuno di voi e dei vostri conterranei attingere costantemente a questo
patrimonio e incrementarlo, per poter affrontare le nuove urgenze sociali e
le odierne sfide culturali nel solco della consolidata e feconda fedeltà al
Cristianesimo".
Dunque, auguro a tutti i molisani, sia quelli
che vivono in regione sia quelli che risiedono in altre parti del mondo, a cui
va sempre il nostro ricordo, per questo 2013, di poter essere artefici di un
miglioramento economico, ma soprattutto di un'evoluzione sociale improntata
alla speranza e alla voglia di solidarietà, di pace e di concordia tra i popoli».
(Michele Iorio, presidente della Regione Molise)
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