AGENDA MONTI
Da
“Cambiare l’Italia, riformare l’Europa,
un’agenda per un impegno comune”
L’Italia a testa alta nel mondo
“La rete di italiani nel mondo, un network
con potenziale inestimabile”
ROMA - In uno dei primi capitoli della cosiddetta
“agenda Monti”, il testo di 25 pagine dal titolo “Cambiare l’Italia, riformare
l’Europa, un’agenda per un impegno comune, primo contributo ad una riflessione
comune”, messo in rete dal presidente del Consiglio uscente in vista della sua
“ascesa in politica”, c’è un chiaro riferimento agli italiani all’estero. Pubblichiamo
qui di seguito il capitolo “L’Italia a testa alta nel mondo”.
Una parte rilevante dell’azione del governo è stata dedicata all’azione sul fronte internazionale. Questa scelta corrisponde alla convinzione che il destino di ogni Paese non si decide più nei suoi confini ma è strettamente intrecciato a quello del sistema di relazioni globali in cui è inserito. E che la quotazione dell’aggettivo “italiano” nel mondo è altrettanto importante dello spread per la crescita e lo sviluppo del nostro Paese.
Per questo è stata data priorità a rafforzare la posizione dell’Italia dentro l’Unione europea e a rinsaldare i legami con gli Stati Uniti promuovendo un più forte legame transatlantico.
Allo stesso tempo l’Italia ha rafforzato il suo posizionamento in tutti i quadranti fondamentali dello scacchiere globale, dal Medio oriente all’Asia.
La collocazione geografica dell’Italia al centro del Mediterraneo impone di guardare con più coraggio e con una visione strategica ai grandi cambiamenti politici, economici e civili suscitati dalla primavera araba e di sostenere percorsi di vera democratizzazione.
L’Italia ha confermato la sua vocazione a sostenere il multilateralismo, nelle Nazioni Unite e nei fori informali come il G8 e il G20. Un’azione che poggia su uno strumento diplomatico di eccellenza, sulla presenza delle forze armate italiane nelle operazioni di pace nel mondo, nel contrasto al terrorismo internazionale e nella lotta alla pirateria, sulla diffusione della cultura italiana nel mondo.
Su questo sentiero, l’Italia deve valorizzare la rete di italiani nel mondo, un network con potenziale inestimabile.
Occorre maggiore attenzione alle relazioni con i Paesi in via di sviluppo improntandole alla difesa della pace e alla solidarietà, allo sradicamento della povertà e della insicurezza alimentare.
Per ovviare a risorse forzatamente limitate, va rafforzato il coordinamento delle politiche di cooperazione, mettendo a coerenza l’intero sistema di cooperazione italiano (pubblico, privato, territori e società civile). (Inform)