INFORM - N. 241 - 24 dicembre 2012


SENATO DELLA REPUBBLICA

In Aula il 28 dicembre il decreto legge recante disposizioni urgenti per lo svolgimento delle elezioni politiche

Nel provvedimento la disciplina del voto per i connazionali temporaneamente all’estero

 

ROMA – Venerdì 28 dicembre l’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi per approvare il disegno di legge di conversione del Dl recante disposizioni urgenti per lo svolgimento delle elezioni politiche nell’anno 2013. Il provvedimento, che è stato approvato in prima lettura dalla Camera, disciplina anche l’esercizio del diritto di voto per corrispondenza dei cittadini italiani temporaneamente all’estero per motivi di servizio o per missioni internazionali.

I cittadini interessati da tale disposizione sono: il personale delle Forze armate e delle forze di polizia impegnato temporaneamente all’estero in missioni internazionali; dipendenti di amministrazioni dello Stato, di Regioni o di Province autonome che per ragioni di servizio si trovino all’estero in via transitoria, purché la durata prevista del soggiorno, attestata dall’amministrazione di appartenenza, sia superiore a tre mesi ed inferiore a 12 mesi, ovvero non siano comunque tenuti ad iscriversi all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) e i loro familiari conviventi qualora non iscritti all’Aire.

Il provvedimento riguarda anche i professori e ricercatori universitari in servizio presso istituti universitari e di ricerca all’estero per almeno sei mesi e non più di dodici, purché, alla data di indizione delle elezioni, si trovino all’estero da almeno tre mesi nonché i familiari conviventi, purché non iscritti all’Aire. Sempre per quanto riguarda il voto all’estero il disegno di legge contempla anche una modifica della disciplina dell’iscrizione all’Aire che prevede la presentazione agli uffici consolari da parte del cittadino,  oltre alla dichiarazione per l’iscrizione all’Aire, una “documentazione probatoria dell’effettiva residenza all’estero dei richiedenti”. Una nuova disposizione che si prefigge di impedire, nei limiti del possibile, casi di stabilimento di residenza fittizia all’estero, anche per ragioni elettorali. (Inform)


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