INFORM - N. 240 - 21 dicembre 2012


CAMERA DEI DEPUTATI

In Aula il decreto legge con disposizioni urgenti per lo svolgimento delle elezioni politiche

Nel provvedimento anche la richiesta di una documentazione probatoria dell’effettiva residenza all’estero per l’iscrizione all’Aire e la disciplina del voto dei temporaneamente all’estero

 

ROMA – È in discussione alla Camera dei Deputati il decreto legge recante disposizioni urgenti per lo svolgimento delle elezioni politiche nel 2013, la cui approvazione, in vista del passaggio al Senato, è attesa per oggi.

Il provvedimento “volto a garantire per le prossime elezioni politiche l’adeguamento di alcune fasi del procedimento elettorale – ha spiegato in Aula il relatore Gianclaudio Bressa (Pd), disciplina anche l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani temporaneamente all’estero per motivi di servizio o per missioni internazionali, “prevedendo per tali elettori la possibilità di votare per corrispondenza, all’estero, per le circoscrizioni del territorio nazionale in cui è compreso il comune di Roma Capitale”.

“La necessità di tale intervento – chiarisce Bressa - deriva dal fatto che l’ordinamento vigente non accorda modalità agevolate di partecipazione al voto dei cittadini italiani temporaneamente all’estero, obbligandoli a recarsi direttamente presso la sezione elettorale di assegnazione nel territorio nazionale”, richiesta sostanzialmente impossibile da soddisfare dal momento che “tali elettori devono assolvere a doveri di ufficio svolti all’estero in coincidenza con le consultazioni elettorali”. Destinatari di tale disposizione sono: il personale delle Forze armate e delle forze di polizia impegnato temporaneamente all’estero in missioni internazionali; dipendenti di amministrazioni dello Stato, di Regioni o di Province autonome che per ragioni di servizio si trovino all’estero in via transitoria, purché la durata prevista del soggiorno, attestata dall’amministrazione di appartenenza, sia superiore a tre mesi ed inferiore a 12 mesi, ovvero non siano comunque tenuti ad iscriversi all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) e i loro familiari conviventi qualora non iscritti all’Aire; professori e ricercatori universitari in servizio presso istituti universitari e di ricerca all’estero per almeno sei mesi e non più di dodici, purché, alla data di indizione delle elezioni, si trovino all’estero da almeno tre mesi nonché i familiari conviventi, purché non iscritti all’Aire.

Il provvedimento include anche un altro importante articolo riguardante l’esercizio del voto all’estero: una modifica della disciplina dell’iscrizione all’Aire che richiede, insieme alla dichiarazione presentata per tale iscrizione agli uffici consolari dai connazionali all’estero, una “documentazione probatoria dell’effettiva residenza all’estero dei richiedenti”. “La finalità della disposizione è quella di impedire, nei limiti del possibile, casi di stabilimento di residenza fittizia all’estero, anche per ragioni elettorali – chiarisce Bressa, - considerato che in molti Paesi non è possibile avvalersi della collaborazione delle autorità locali ai fini dell’accertamento dei recapiti dei connazionali”. Previste anche indicazioni sulla presenza presso gli uffici elettorali degli osservatori dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Ocse) e sulla riduzione del numero delle sottoscrizioni necessarie alla presentazione delle liste e dei candidati, considerati i tempi ridotti dovuti alla conclusione anticipata della legislatura. Proprio su questa riduzione si è protratto il dibattito in Aula, seguito anche alle considerazioni del secondo relatore, Giuseppe Calderisi (Pdl), che ha sottolineato come la materia disciplinata dal provvedimento sia “molto delicata” ed i precedenti interventi con decreto-legge su di essa siano stati adottati verificando “che vi fosse un consenso pressoché unanime”. Calderisi ha segnalato anche di ritenere opportuno un approfondimento sulla procedura migliore da adottare per il voto dei temporaneamente all’estero. (Inform)

 


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