CAMERA DEI DEPUTATI
In Aula il decreto legge
con disposizioni urgenti per lo svolgimento delle elezioni politiche
Nel provvedimento anche
la richiesta di una documentazione probatoria dell’effettiva residenza all’estero
per l’iscrizione all’Aire e la disciplina del voto dei temporaneamente all’estero
ROMA – È in discussione
alla Camera dei Deputati il decreto legge recante disposizioni urgenti per lo
svolgimento delle elezioni politiche nel 2013, la cui approvazione, in vista
del passaggio al Senato, è attesa per oggi.
Il provvedimento “volto
a garantire per le prossime elezioni politiche l’adeguamento di alcune fasi
del procedimento elettorale – ha spiegato in Aula il relatore Gianclaudio Bressa (Pd), disciplina
anche l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani temporaneamente
all’estero per motivi di servizio o per missioni internazionali, “prevedendo
per tali elettori la possibilità di votare per corrispondenza, all’estero, per
le circoscrizioni del territorio nazionale in cui è compreso il comune di Roma
Capitale”.
“La necessità di tale
intervento – chiarisce Bressa - deriva dal fatto che
l’ordinamento vigente non accorda modalità agevolate di partecipazione al voto
dei cittadini italiani temporaneamente all’estero, obbligandoli a recarsi direttamente
presso la sezione elettorale di assegnazione nel territorio nazionale”, richiesta
sostanzialmente impossibile da soddisfare dal momento che “tali elettori devono
assolvere a doveri di ufficio svolti all’estero in coincidenza con le consultazioni
elettorali”. Destinatari di tale disposizione sono: il personale delle
Forze armate e delle forze di polizia impegnato temporaneamente all’estero in
missioni internazionali; dipendenti di amministrazioni dello Stato, di Regioni
o di Province autonome che per ragioni di servizio si trovino all’estero in
via transitoria, purché la durata prevista del soggiorno, attestata dall’amministrazione
di appartenenza, sia superiore a tre mesi ed inferiore a 12 mesi, ovvero non
siano comunque tenuti ad iscriversi all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero
(Aire) e i loro familiari conviventi qualora non iscritti all’Aire; professori
e ricercatori universitari in servizio presso istituti universitari e di ricerca
all’estero per almeno sei mesi e non più di dodici, purché, alla data di indizione
delle elezioni, si trovino all’estero da almeno tre mesi nonché i familiari
conviventi, purché non iscritti all’Aire.
Il provvedimento include
anche un altro importante articolo riguardante l’esercizio del voto all’estero:
una modifica della disciplina dell’iscrizione all’Aire che richiede, insieme
alla dichiarazione presentata per tale iscrizione agli uffici consolari dai
connazionali all’estero, una “documentazione probatoria dell’effettiva residenza
all’estero dei richiedenti”. “La finalità della disposizione è quella di impedire,
nei limiti del possibile, casi di stabilimento di residenza fittizia all’estero,
anche per ragioni elettorali – chiarisce Bressa, -
considerato che in molti Paesi non è possibile avvalersi della collaborazione
delle autorità locali ai fini dell’accertamento dei recapiti dei connazionali”.
Previste anche indicazioni sulla presenza presso gli uffici elettorali degli
osservatori dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa
(Ocse) e sulla riduzione del numero delle sottoscrizioni necessarie alla presentazione
delle liste e dei candidati, considerati i tempi ridotti dovuti alla conclusione
anticipata della legislatura. Proprio su questa riduzione si è protratto il
dibattito in Aula, seguito anche alle considerazioni del secondo relatore, Giuseppe
Calderisi (Pdl), che ha
sottolineato come la materia disciplinata dal provvedimento sia “molto delicata”
ed i precedenti interventi con decreto-legge su di essa siano stati adottati
verificando “che vi fosse un consenso pressoché unanime”. Calderisi ha segnalato anche di ritenere opportuno un approfondimento
sulla procedura migliore da adottare per il voto dei temporaneamente all’estero.
(Inform)