ELEZIONI POLITICHE 2013
La soddisfazione del senatore Giordano (Pdl) e del deputato
Berardi (Pdl) per il positivo superamento degli ostacoli al voto in Canada
“Anche questa volta i nostri connazionali potranno esercitare
tranquillamente il loro diritto di voto in loco scegliendo i propri candidati”
ROMA – In una nota congiunta il senatore Basilio Giordano e il deputato Amato Berardi, entrambi del Pdl, esprimono piena soddisfazione per la conclusione positiva della trattativa avvenuta tra le autorità canadesi e quelle italiane per il superamento degli ostacoli inizialmente sollevati dall’esecutivo di Ottawa per l’espletamento dell’esercizio di voto attivo e passivo degli italiani all’estero residenti in Canada. I due parlamentari eletti nella ripartizione America settentrionale e Centrale, ricordano inoltre che tale obiettivo è stato conseguito grazie all’intervento del governo italiano presso quello canadese, al fine di garantire un regolare svolgimento dell'esercizio del voto da parte delle comunità italiane residenti in Canada. “Anche questa volta, quindi, - spiega il comunicato - i nostri cittadini potranno esercitare tranquillamente il loro diritto di voto in loco scegliendo i propri candidati”.
“A sbloccare la situazione – spiega il senatore Basilio Giordano - sono state le rassicurazioni fornite dalla nostra Ambasciata sull’osservanza, da parte del governo italiano, delle stesse condizioni poste nel 2008 dalle autorità canadesi. Fermo restando che il Canada non deve essere considerato come una circoscrizione elettorale italiana, ma un Paese sovrano che dà la possibilità ai suoi cittadini, dotati di doppia cittadinanza, ed ai residenti, di votare per il Parlamento del proprio Paese d’origine. Due ‘condizioni’ condivisibili, legittime e per questo accettabili. Una grande notizia – continua Giordano - non solo per gli oltre 110 mila italiani dotati di doppia cittadinanza e passaporto (e che quindi possono votare), ma per tutti i circa 2 milioni di italo-canadesi che in questo modo potranno orgogliosamente sentirsi più vicini alla loro Madrepatria. Del resto, non ho mai avuto dubbi sull’esito positivo della trattativa diplomatica intavolata nelle settimane scorse tra Ottawa e Roma. Un negoziato che, oltre al proficuo e costante lavoro del Ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata e dell’Ambasciatore italiano a Ottawa, ha visto intervenire in prima persona lo stesso Presidente del Consiglio Mario Monti con una lettera inviata al suo omologo nordamericano, così come ha rivelato Cristina Ravaglia, direttore generale della Farnesina, nel corso della sua audizione di mercoledì scorso al Comitato per gli italiani all'estero della Camera” . “Naturalmente – conclude Giordano - la questione è risolta, ma limitatamente a questa tornata elettorale. Si ripresenterà, perciò, alla prossima occasione. Per questo motivo sarebbe opportuno (e auspicabile) che Ottawa e Roma si mettessero d’accordo una volta per tutte trovando un giusto compromesso, per non rivivere questo estenuante ‘tiro e molla’ anche nei prossimi anni. Ora sta ai partiti di tutti gli schieramenti ricambiare il nobile e generoso gesto di apertura di Ottawa (che ha dimostrato comprensione per il dettato costituzionale italiano), conducendo una campagna elettorale misurata, senza polemiche e strumentalizzazioni chiassose”. (Inform)