INFORM - N. 239 - 20 dicembre 2012


ASSOCIAZIONI

Sicilia Mondo plaude la proposta Narducci per il coinvolgimento dei connazionali all’estero nel disegno di crescita del Paese Italia

 

CATANIA - Nella Commissione Affari Esteri della Camera, Franco Narducci, deputato eletto nella Circoscrizione Estero  Europa,  ha esaminato, come Vice Presidente della Commissione,  il disegno di legge  di conversione del decreto  18 ottobre 2012, n° 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese, già approvato dal Senato.

Narducci ha illustrato, con dovizia di osservazione, i 72 articoli del disegno di legge.

Parlando poi del sostegno del sistema Simest, per favorire le imprese italiane che investono all’estero nella ricerca di nuovi mercati per i prodotti italiani e del “Desk Italia”, nuovo strumento che favorisce gli investimenti esteri nel territorio nazionale, ha sottolineato l’importanza di coinvolgere la rete associativa degli italiani all’estero che, in realtà, sono i veri fruitori dei prodotti italiani nel mondo. Una risorsa enorme mai utilizzata e sempre congelata.

Sicilia Mondo ha spedito un telegramma di compiacimento a Franco Narducci, parlamentare che ha idee, al secondo posto nella graduatoria dei parlamentari che frequentano i banchi del Parlamento e contende il primato degli interventi, nonostante viva a Basilea, per avere riproposto, autorevolmente, il coinvolgimento degli italiani che vivono all’estero, più numerosi di quelli della Penisola, nel progetto di crescita del Paese proposto dal  Governo Monti.

Narducci ha così confermato una indicazione di straordinaria importanza  per la esperienza  che gli proviene dalla Presidenza dell’UNAIE e dal suo passato nei servizi sociali delle Acli.

Una indicazione che è anche una testimonianza  della voglia di partecipazione alle politiche di crescita del Paese  da parte della stragrande maggioranza dei connazionali che vive all’estero e che  tiene l’Italia nel cuore.

Sicilia Mondo auspica che il coinvolgimento della straordinaria risorsa, rappresentata dagli italiani all’estero, non sia ancora una volta “vox in deserto clamans”. (Inform)

 

 


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