CAMERA DEI DEPUTATI
Al Comitato permanente sugli Italiani all’Estero della
III Commissione
L’audizione di Cristina Ravaglia, direttore generale
per gli italiani all’estero e le politiche migratorie del Mae
Risolta positivamente la questione del voto in Canada.
Oltre al voto all’estero, tra i temi affrontati il rinnovo di Comites e Cgie, la diffusione di
lingua e cultura italiana, la stabilizzazione del Mei
e i tagli di risorse.
Intervengono anche i deputati eletti all’estero nella
ripartizione Europa Narducci (Pd), Garavini (Pd) e Picchi (Pdl)
ROMA – Voto all’estero, rinnovo di Comites e Cgie, Museo dell’Emigrazione Italiana, diffusione di lingua e cultura sono alcuni dei temi affrontati da Cristina Ravaglia, direttore generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie del Ministero degli Affari Esteri, nell’audizione svolta stamani al Comitato permanente sugli Italiani all’estero della III Commissione della Camera dei Deputati.
Risolta
positivamente la questione del voto italiano in Canada: “il governo di Ottawa
– fa sapere il direttore generale – ha finalmente preso atto nelle ultime ore
delle assicurazione formali che la nostra Ambasciata ha fornito riguardo all’osservanza
da parte del governo italiano delle stesse condizioni poste a suo tempo, cioè
nel 2008, dalle autorità canadesi, il che significa che viene permesso lo svolgimento
delle operazioni di voto per corrispondenza anche in Canada”. Al positivo esito
della vicenda ha contribuito “la straordinaria attenzione prestata dalla Farnesina
e dal nostro governo – rileva Ravaglia, richiamando una lettera inviata in proposito
alcuni giorni fa dal presidente del Consiglio, Mario Monti, al primo ministro
canadese, Joseph Harper, e “la sensibilità dei movimenti politici dei singoli
candidati a reciprocare tale comprensione, mantenendo la campagna elettorale
entro quei limiti che il governo canadese ha già indicato nel
Il direttore generale si sofferma quindi sul “meccanismo molto complesso” legato all’esercizio del voto all’estero, in cui “ogni operazione dipende da una tempistica precisa e vincolante” che vede come “data cruciale” lo svolgimento del voto in Italia. “La rete diplomatico-consolare ha già cominciato a svolgere, stimolata e di concerto con il Mae, una serie di compiti relativi al voto, e continuerà ad essere richiamata – assicura Ravaglia – in particolare sulla sicurezza dell’elettorato attivo, vale a dire sulla massima attenzione al materiale elettorale, votato e non votato”, “adottando anche tutti gli accorgimenti organizzativi che ci derivano da esperienze precedenti e che ci sono servite ad affinare la macchina”. Il direttore generale tiene dunque a sottolineare come la “rete estera sia più che sensibilizzata alla necessità di attenersi alle norme di procedura stabilite dalla legge sull’esercizio di voto all’estero”. La data delle elezioni è però fondamentale anche per “la delicata e fondamentale fase della bonifica degli elenchi provvisori”, “operazione che si conduce da tempo per ottenere un allineamento quanto più soddisfacente tra schedari consolari e aire comunali” per il corretto invio dei plichi elettorali. “Le sedi hanno istruzione di intensificare al massimo le attività di bonifica in questa fase finale – sottolinea Ravaglia, - compatibilmente con le risorse a disposizione e utilizzando risorse umane aggiuntive, soprattutto nell’ipotesi di un arco temporale ridotto”. “La rete all’estero è consapevole dello straordinario impegno richiesto e della valenza dell’esercizio di voto e a questo è stata richiamata e verrà richiamata dal Mae, inoltre – aggiunge il direttore generale - l’amministrazione degli Esteri ha proposto una modifica di legge prevedendo che la dichiarazione resa ai fini dell’iscrizione all’Aire sia accompagnata dalla documentazione comprovante la residenza nella circoscrizione consolare”.
Per quanto concerne il rinnovo dei Comites, si ricorda come 2 milioni di euro siano stati stanziati per allestire un sistema di voto elettronico previsto nel decreto di rinvio: “stiamo lavorando insieme alla Direzione generale tecnica (Dgai) del Mae per predisporre un progetto di regolamento che stabilisca le modalità di attuazione del voto informatico – fa sapere il direttore generale, chiarendo come tale sistema dovrebbe prevedere il voto elettronico sia presso gli uffici consolari che in remoto con appositi pin che garantiscano un accesso sicuro al titolare, eventualità quest’ultima che consentirebbe di “incrementare i votanti rispetto al solo voto al seggio”. Non cambia invece la procedura per l’elezione del Cgie, effettuata da un’assemblea di componenti dei Comites e dai rappresentanti delle associazioni e delle comunità italiane e i cui fondi “verranno tratti dal bilancio unico di sede, essendo spese che si effettuano all’estero – afferma Ravaglia, assicurando il massimo impegno di Mae e governo anche su questo fronte.
Ricordate
infine le risorse recuperate con il rinvio del rinnovo degli organismi di rappresentanza
– oltre 3 milioni di euro destinati in gran parte ai corsi di lingua e cultura
italiana (2 milioni), all’assistenza (1 milione e 300 mila euro circa) e al
funzionamento dei Comites (200 mila euro). Proprio
i fondi reintegrati ai corsi di lingua hanno consentito di attutire gli effetti
provocati dalla riduzione del contingente del personale di ruolo della scuola
italiana all’estero, deciso nell’ambito dei provvedimenti legati alla spending
review – una riduzione da
Viene auspicata infine la stabilizzazione del Museo dell’Emigrazione Italiana, nato nel 2009 con un finanziamento una tantum che ne ha consentito sino ad oggi la permanenza presso il complesso del Vittoriano a Roma. “Il Mei ora vive con un finanziamento procurato in extremis al Mae – chiarisce Ravaglia, rammaricandosi che la fine anticipata della legislatura non consenta al disegno di legge presentato in proposito dal deputato eletto nella ripartizione Europa Franco Narducci di venire approvato, stabilizzando così con “una spesa estremamente ridotta e quindi sostenibilissima” l’allestimento. “Il Mei resterà in vita negli spazi messi a disposizione gratuitamente sino a metà di marzo 2013 grazie alla cooperazione del Ministero dei Beni Culturali e della società che gestisce gli spazi del museo, ma è impegno del Mae fare in modo che resi in vita anche dopo, per il profondo significato che riveste, vagliando tutte le forme di finanziamento sostenibili – conclude il direttore generale.
Di seguito è intervenuto Franco Narducci (Pd) che evidenzia la necessità di un intervento più organico sulla gestione dei corsi di lingua e cultura italiana all’estero: “oggi abbiamo un pluralismo di soggetti di tipo scolastico per la diffusione della lingua italiana e l’obiettivo dovrebbe essere quello di arrivare ad una loro qualificazione, istituendo un modello di affidamento dei corsi di tipo quinquennale”. L’esponente democratico, riaffermando l’importanza dei corsi di lingua per il mantenimento del legame tra il nostro Paese e le collettività di italiani residenti all’estero, auspica quindi la “semplificazione di un sistema che comporti una riduzione degli enti gestori, la centralizzazione di alcuni aspetti amministrativi e regole chiare da rispettare” per l’affidamento di un progetto di più lungo periodo.
Anche Laura Garavini, deputata eletto per il Pd nella ripartizione Europa, manifesta preoccupazione per i tagli nel settore lingua e cultura italiana. “È importante che l’amministrazione, indipendentemente dalle vicende legate a questa difficile fase politica, continui a garantire la propria attenzione e presenza perché il suo ruolo nel garantire la qualità dei servizi è determinante – afferma, sollevando preoccupazioni sul fatto che la riduzione di risorse incida sul numero delle ore dei corsi, sui compensi degli insegnanti e su eventuali corsi di formazione agli stessi. L’apprensione si estende anche alla riduzione del contingente scolastico, “per il ruolo che esso svolge specie quale interlocutore con le autorità locali”. Preoccupazioni vengono espresse anche per il voto all’estero, su cui si richiama l’amministrazione a vigilare, e per il possibile carico di lavoro che potrebbe presentarsi con l’avvio segnalato della certificazione in vita richiesta ai pensionati italiani all’estero. Garavini teme poi, a proposito del voto elettronico per il rinnovo dei Comites, almeno in un primo momento, una diminuzione del numero dei partecipanti.
Sul voto all’estero e sulla necessità di aggiornare più rapidamente le procedure relative alla gestione dell’Aire si sofferma anche Guglielmo Picchi, deputato eletto nella ripartizione Europa per il Pdl, che ritiene auspicabile, soprattutto per la gestione del voto all’estero, “lo slittamento di una settimana delle elezioni politiche”, rispetto alla data del 17 febbraio proposta in prima battuta. Sul fronte lingua e cultura, Picchi manifesta la necessità di “trovare una sinergia tra fondi pubblici e privati, considerando con più attenzione tutta l’offerta di lingua italiana presente all’estero” e richiama l’esperienza della Scuola italiana a Londra, finanziata da privati, ed un analogo progetto avanzato a Monaco di Baviera. Sulla necessità di lavorare per la diffusione dell’italiano all’estero insiste anche Enrico Pianetta (Pdl) richiamando l’approfondimento svolto dalle Commissioni Esteri di Camera e Senato con l’indagine conoscitiva sulla promozione della cultura e della lingua italiana all’estero (v. anche Inform di ieri: http://www.mclink.it/com/inform/art/12n23719.htm). Una delucidazione sul rinnovo dei Comites, auspicando una data più ravvicinata nel tempo rispetto alla fine del 2014, viene domandata da Narducci e Picchi.
In sede di replica, Ravaglia ha affermato di condividere la proposta di Narducci sul modello di affidamento quinquennale dei corsi di lingua italiana, mostrando di essere consapevole che i tagli effettuati non possono che ripercuotersi sull’offerta. “Non ho detto che va tutto bene, ma il nostro obiettivo è cercare di minimizzare i possibili danni – rileva il direttore generale, ben accogliendo “iniziative autogestite e tutto ciò che contribuisce a rendere sempre più l’italiano lingua di cultura e universale”. Anche sul fronte del voto all’estero, “la sicurezza è l’obiettivo” e lo sforzo è massimo, “ma non prometto miracoli – ribadisce Ravaglia, segnalando come l’invio di digitatori per la bonifica delle liste potrà avvenire da Roma solo “nei casi più complicati e compatibilmente con le risorse a disposizione”. “Passi enormi sono stati fatti, con un allineamento che oggi è oltre il 91% - prosegue – ma non è possibile pretendere la perfezione, considerando anche che la questione dell’anagrafe è mutevole e dinamica per sua natura, specie in alcune sedi europee, ma stiamo lavorando per raggiungere il risultato migliore”.
Su
Comites e Cgie, il direttore
generale annuncia il rinnovo non prima della fine del 2014, anche perché “i
fondi destinati allo scopo sono previsti nel bilancio