INFORM - N. 236 - 17 dicembre 2012


ITALIANI ALL’ESTERO

A Tunisi l’incontro del Circolo Valenzi “Politiche e prospettive culturali dell’Italia all’estero”

Marco Fedi (Pd): “Abbiamo bisogno di un vice ministro o di un sottosegretario che si occupi esclusivamente delle tematiche degli italiani nel mondo”

 

TUNISI – Si è svolto, presso la sede del Corriere di Tunisi, l’incontro, promosso dal Circolo Valenzi del Partito democratico, sul tema “Politiche e prospettive culturali dell’Italia all’estero”.

Durante l’incontro ha preso la parola il deputato del Pd Marco Fedi che, anche a nome del Senatore Randazzo impossibilitato a partecipare, ha ricordato il momento di forte difficoltà, con le riforme che hanno segnato il passo, fermate dalle resistenze, politiche, sindacali, ministeriali, a cui hanno fatto seguito i tagli drastici del Governo Berlusconi. “Abbiamo bisogno – ha dichiarato Fedi - di un’azione forte, sinergica, tesa a far ripartire l’elaborazione programmatica, abbiamo bisogno di una visione nuova, che potrebbe tornare ad essere “’l pacchetto emigrazione’, che oggi definirei essenziale presenza nel mondo”.

“In questa fase – ha aggiunto Fedi - dobbiamo impegnarci per far tornare la politica ad occuparsi degli italiani nel mondo. Credo sia utile ripartire dai fondamentali: abbiamo bisogno di un vice ministro o sottosegretario che si occupi esclusivamente di questi temi. Abbiamo bisogno di una serie di tavoli di concertazione tra Ministeri per disegnare un percorso di coordinamento teso a ridisegnare la nostra presenza nel mondo. Una presenza italiana nel mondo che va studiata e compresa, anche con i nuovi flussi, noti a tutti, visibili, ma i cui dati sfuggono e andrebbero invece meglio raccolti e studiati. Una rete di rappresentanza locale che abbia risorse per studiare localmente i fenomeni di emigrazione e integrazione e che possa funzionare come rete di raccordo con amministrazione e politica. Un coordinamento serio tra Ministeri (MAE, Pubblica Istruzione e Cultura) e tra Direzioni Generali per quanto attiene alla presenza nel mondo di lettori, istituti di cultura, enti gestori e personale di ruolo. Questo passo di presenza ragionata nel mondo richiede uno sforzo di coordinamento e può avvenire subito, a costo zero. Avremmo già risultati positivi se il coordinamento politico fosse seguito a tempo pieno da un esponente di Governo. Credo che i tempi siano maturi per una vera riforma che guardi agli interessi più generali del Paese. Non possono vincere gli interessi corporativi e abbiamo il dovere di assumere in pieno questa responsabilità anche dopo la spending review, che deve fornici gli strumenti di analisi della spesa dai quali programmare gli interventi e gettare le basi di una proposta di riforma”. (Inform)

 


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