INFORM - N. 235 - 14 dicembre 2012


 

MARO’ IN INDIA

Delusione del Governo italiano per il posticipo della sentenza da parte della Corte Suprema indiana

Terzi : “Se la vicenda non dovesse risolversi abbiamo delle altre strade e dei piani concreti da attuare”

 

ROMA - Il Governo italiano esprime in una nota forte delusione e profondo rammarico per il posticipo, a oltre tre mesi dalla conclusione del dibattimento, della sentenza della Corte Suprema indiana sui ricorsi presentati dall’Italia in difesa della giurisdizione nazionale e della immunità funzionale dei due fucilieri della Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, trattenuti in India da più di nove mesi. Il Governo, forte delle proprie argomentazioni fondate sul diritto internazionale, ribadisce la propria ferma posizione a fronte delle procedure giudiziarie indiane.

Posizione condivisa a livello internazionale, in seno alle organizzazioni internazionali e all’Unione europea, preoccupate per le conseguenze negative che il mancato riconoscimento della giurisdizione dello Stato di invio dei militari avrebbe sull’impegno internazionale nella lotta contro la pirateria in alto mare e nelle missioni di pace all’estero. Il comunicato spiega come il differimento della pronuncia della Corte Suprema non appaia assolutamente comprensibile agli occhi delle istituzioni e dell’opinione pubblica italiane e provochi forte preoccupazione.

Il Governo italiano, aggiunge la nota,  proseguirà con immutato vigore la propria azione volta a far prevalere le proprie ragioni e a riportare così in Italia quanto prima i due militari del Battaglione San Marco. L’Italia esprime tutta la sua vicinanza a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone e confida che un grande Paese come l’India sappia assicurare la positiva e tempestiva soluzione di questo caso.

Sul caso era intervenuto anche il ministro degli Esteri Giulio Terzi che, a margine dell’incontro alla Farnesina con il vice premier russo Dmitrij Rogozin, aveva affermato : “Se la vicenda dei due marò italiani detenuti in India non dovesse risolversi abbiamo delle altre strade e dei piani concreti da attuare sul quale il governo ha già ponderato le sue valutazioni” . Terzi, che ha anche aggiunto di non “potere anticipare” di quali piani si tratti, aveva convocato ieri alla Farnesina l’ambasciatore indiano a Roma Debabrata Saha (v. Inform n.234 http://www.mclink.it/com/inform/art/12n23419.htm ). Al diplomatico Terzi aveva espresso “con molta fermezza il modo inaccettabile con cui questa vicenda continua ad andare avanti” . (Inform)

 

 


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