INFORM - N. 234 - 13 dicembre 2012


CAMERA DEI DEPUTATI

In III Commissione

Interrogazione di Crolla (Pdl), presidente del Comitato permanente sugli Italiani all’estero, sui problemi connessi all’esercizio del voto degli italiani in Canada

De Mistura (Mae): “Stiamo compiendo un’ulteriore, forte azione di sensibilizzazione presso le autorità canadesi, al massimo livello possibile, per sollecitare una risposta positiva in tempi compatibili con l’organizzazione delle operazioni di voto all’estero”

 

ROMA – Si è parlato, in Commissione Esteri della Camera, dei problemi connessi all’esercizio del voto dei cittadini italiani in Canada. Il neo presidente del Comitato permanente sugli Italiani all’Estero della Camera, Simone Andrea Crolla ha infatti presentato un’interrogazione in Commissione, indirizzata al ministero degli Esteri  in cui si chiede “quali iniziative abbia assunto o intenda assumere il Governo per assicurare il regolare esercizio del diritto di voto alle prossime elezioni politiche ai cittadini italiani residenti in Canada”. “La legge 27 dicembre 2001, n. 459, sull’esercizio del voto all’estero - si ricorda nell’interrogazione - prevede, all’articolo 19, la  stipulata di un’intesa preventiva con le autorità di Governo del Paese ospitante per consentire lo svolgimento delle elezioni e l’esercizio del diritto di voto attivo e passivo ai cittadini italiani residenti all’estero”. Un accordo, stipulato a “titolo eccezionale e condizionale” in occasione delle elezioni del 2008  che ora le autorità canadesi sarebbero orientate a non rinnovare. Una decisione in tal senso impedirebbe dunque ai cittadini italiani residenti in quel Paese di votare per corrispondenza.

“Come segnalato nel corso della relazione all’Assemblea Generale del Cgie – ha spiegato il sottosegretario agli Esteri De Mistura nella risposta all’interrogazione - il Governo condivide la preoccupazione legata alla posizione del Governo canadese, che non sarebbe disposto a concludere l’intesa in forma semplificata che la legge italiana impone quale condizione per l’esercizio del diritto di voto per corrispondenza. In mancanza di tale intesa, come noto, si applicano le disposizioni relative all’esercizio del voto in Italia e quindi a chi si rechi a votare in Italia è riconosciuto un contributo pari al 75 per cento del costo del biglietto di viaggio. In Canada risiedono (dati relativi al referendum 2011) 122.340 elettori. A fronte della rigida posizione canadese, - aggiunge De Mistura - la Farnesina si sta da tempo adoperando per sfruttare ogni possibile margine negoziale e fare stato alle autorità canadesi del forte rammarico italiano per tale decisione. Il nostro ambasciatore ad Ottawa ha da tempo intrapreso ogni forma di sensibilizzazione di quel Governo, ad ogni livello. Il direttore generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del Mae ha convocato alla Farnesina il 10 dicembre l’ambasciatore canadese a Roma, al quale, sono anche stati ribaditi gli ormai ristretti margini temporali a disposizione. A seguito di tale ulteriore passo formale, il nostro ambasciatore in Canada sta compiendo un’ulteriore, forte azione di pressione e sensibilizzazione presso le autorità canadesi, al massimo livello possibile, per sollecitare una risposta positiva in tempi compatibili con l'organizzazione delle operazioni di voto all’estero. Il Governo – conclude De Mistura – conferma quindi il proprio impegno nella ricerca di un’auspicata soluzione della questione con l’obiettivo di consentire ai nostri connazionali in Canada di poter votare con le modalità previste per il voto all’estero”.

In sede di replica Crolla si è detto soddisfatto delle rassicurazioni ricevute in quanto confermerebbero l’orientamento maturato nell’ultima seduta del Comitato permanente sugli Italiani all’Estero volto a favorire un passo anche a livello politico presso il Governo canadese al fine di risolvere la questione.(Inform)

 


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