CAMERA DEI DEPUTATI
Si è riunito ieri il Comitato permanente
sugli Italiani all’estero
Il presidente Crolla: prevista prima della
pausa natalizia l’audizione del direttore generale per gli Italiani all’estero
del Mae Cristina Ravaglia.
Interventi di Fedi, Narducci
e Porta del Pd: diritto di voto degli Italiani in Canada e ripercussioni dell’anticipato
scioglimento del Parlamento sulle procedure di voto all’estero
ROMA - Mercoledì 12 dicembre si è nuovamente riunito, dopo la recente audizione del CdP del Cgie, il Comitato permanente sugli Italiani all’estero della Camera dei Deputati.
Il presidente Simone Andrea Crolla (Pdl) ha segnalato di aver presentato un’interrogazione sulla questione dell'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti in Canada (v. in questo numero di Inform) e di aver già preso contatto con la Farnesina per procedere con sollecitudine all'audizione del Direttore generale per gli italiani all'estero Cristina Ravaglia. Il Comitato - ha preannunciato Crolla - tornerà a riunirsi ancora una volta prima della imminente pausa dei lavori parlamentari.
Nel successivo dibattito sono intervenuti i deputati eletti all’estero del Pd Marco Fedi, Franco Narducci e Fabio Porta.
Fedi ha sottolineato che in Canada il problema del dirotto di voto si pone in modo particolare per l'elettorato passivo ed è connesso alla titolarità della doppia cittadinanza, italiana e canadese, da parte dei candidati e allo sfavore con cui le autorità canadesi guardano all'ipotesi di propri concittadini eletti presso un parlamento estero. Occorre che il Governo, nella gestione dei propri rapporti con la controparte canadese, tenga una linea di coerenza con la normativa italiana, favorevole in generale alla cittadinanza plurima, e sappia collegare la questione al mantenimento di un vincolo profondo tra i due Paesi. Occorre, inoltre, che non sia messo in discussione il metodo dell'intesa, che regola la materia nei rapporti con gli altri Stati.
Narducci ha ricordato che anche prima del 2006 si poneva la questione del caso canadese come particolarmente complesso a paragone di altri Paesi. Occorre, a suo avviso, esperire ogni tentativo per la rapida soluzione del caso ricorrendo al ruolo specifico dei colleghi eletti in quell'area geografica al Senato e alla Camera e chiamando in causa il Governo nelle sue articolazioni di vertice politico, non essendo più sufficiente a questo punto l'azione pur efficace svolta dalla rete diplomatico-consolare. Ha pure ricordato che in occasione del Cgie sono state distribuite ai partecipanti proposte di modifica alla legge n. 459 del 2001 da cui potrebbero derivare spunti utili per la soluzione del caso.
Porta ha auspicato in futuro una revisione della legge n.459 del 2001 per riconsiderare la questione del nulla osta, non previsto in ordinamenti stranieri che contemplino il voto all'estero dei propri concittadini. Ha segnalato quindi le ripercussioni negative sulle procedure di voto all'estero derivanti da un'anticipata conclusione della legislatura. In particolare ha auspicato un'iniziativa del Comitato anche nei confronti del ministero dell'interno per conoscere l'entità di tali ripercussioni e per sollecitare l'assunzione di misure utili a garantire trasparenza e correttezza delle operazioni di voto. In tal senso, a suo giudizio, il Mae dovrebbe muoversi anche per la predisposizione di direttive rivolte alla rete consolare sul monitoraggio delle operazioni elettorali e per prevenire situazioni irregolari, come avvenuto in precedenza. (Inform)