ITALIANI ALL’ESTERO
Galanello: “Continua il sostegno di Regione Umbria e Cre ad associazioni e iniziative per mantenere forte il legame con gli umbri nel mondo”
Obiettivi del progetto “Brain Back”: studiare il fenomeno emigratorio, favorire rientro
in Umbria di ricercatori e lavoratori, supportare creazione di nuove imprese nella
regione da parte degli emigrati
PERUGIA -”Radici, memoria, cultura e tradizioni, sono sempre state un riferimento per la Regione dell’Umbria e per il Consiglio Regionale dell’Emigrazione che, pur nella difficile contingenza economico-finanziaria che ci attanaglia, si sono impegnati e si impegneranno anche per il prossimo anno, per il sostegno alle associazioni ed alle iniziative su cui si fonda e si mantiene un forte legame tra la nostra terra e decine di migliaia di umbri sparsi nel mondo”. Lo ha assicurato Fausto Galanello, presidente del Consiglio Regionale dell’Emigrazione umbra che nei giorni scorsi ha tenuto i suoi lavori a Perugia , nella Sala Fiume di palazzo Donini, sede della Regione.
Galanello, che nella sua relazione ha tracciato il bilancio del lavoro svolto e le prospettive per il 2013, ha garantito che “il sostegno continuerà anche a strutture come il Museo Regionale dell’Emigrazione, alle sue pubblicazioni di studio e ricerca in collaborazione con l’Isuc ed altre analoghe iniziative promosse sui territori”, perché “la conoscenza della nostra emigrazione può essere fondamentale anche nell’affrontare le problematiche odierne poste dall’immigrazione nelle nostre città e territori”. L’Italia e l’Umbria, dal dopoguerra ad oggi, ha detto Galanello, hanno subito profonde trasformazioni anche nella mobilità delle persone: “da terre di emigrazione siamo passati ad essere terra di immigrazione con tutto ciò che ne consegue in termini di accoglienza, e di integrazione”. Il 2012 “non è stato un anno facile a causa della crisi e dei pesanti tagli subiti dalle Regioni nei trasferimenti nazionali”. “Abbiamo dovuto fare i conti – ha spiegato Galanello - con un forte ridimensionamento delle risorse regionali dedicate anche a queste iniziative, che ammontano a circa 250mila euro nel 2012 contro i circa 283 mila dell’anno precedente”. Tuttavia “nonostante le difficoltà affrontate non possiamo che dare una valutazione positiva sulle attività svolte nel 2012” ha sottolineato il presidente del Cre: “Abbiamo garantito lo svolgimento del tradizionale soggiorno per gli anziani dei paesi extraeuropei, che quest’anno sono venuti dall’Australia, ed anche quello per l’apprendimento della lingua italiana per i ragazzi dei paesi extraeuropei, si è regolarmente svolto ad agosto ospitando 11 ragazzi provenienti da Argentina, Canada e Venezuela. Sono occasioni preziose per i nostri ragazzi di seconda e terza generazione che, attraverso la riscoperta della lingua dei nonni e la diretta conoscenza con la propria terra d’origine, riscoprono un nuovo modo di sentirsi umbri e italiani”.
“L’esigenza dei giovani di arricchire i rapporti con l’Umbria passa - ha detto Galanello - anche attraverso altri percorsi, come quello della ricerca dei sapori della nostra tradizione gastronomica, che spesso hanno già conosciuto con il cibo delle mamme e nonne emigrate. Il corso di enogastronomia per i giovani europei si è tenuto quest’anno a Losanna – ha ricordato -in concomitanza con la Conferenza dei Circoli Umbri dell’Arulef. Nel mese di luglio, inoltre, 30 giovani provenienti da Paesi europei hanno partecipato ad un soggiorno di tre giorni in Umbria”.
Il presidente Cre ha poi rimarcato che “il sostegno alle attività che pongono al centro la ricerca e il valore della memoria rimane un contenuto importante delle politiche regionali” e che a tale attività si è aggiunto negli ultimi due anni il sostegno al Comune di Amelia per l’attività di ricerca sulla vita di Mattia Giurelli, ed alla realizzazione di un film-documentario “Il sogno di Mattia”. L’ultimo Quaderno pubblicato di recente è intitolato “L’Umbria e l’emigrazione” di Michele Colucci risultato di una ricerca fatta dall’autore. Il volume è stato presentato nel novembre scorso, a Gualdo Tadino, in occasione della visita di Aurélie Filippetti, ministro francese della Cultura (v. Inform n.222 http://www.mclink.it/com/inform/art/12n22230.htm ) .
Galanello ha posto in evidenza che “nell’elaborazione e nell’attuazione delle politiche regionali in materia di emigrazione rivestono un ruolo fondamentale le nostre associazioni degli umbri all’estero”. Esse “costituiscono una rete diffusa, con migliaia di iscritti, nei 15 circoli europei aderenti alle Associazioni Arulef e Umbri nel Mondo presenti in Svizzera, Belgio, Germania, Lussemburgo e Francia, e di 17 associazioni sparse in Canada, Brasile, Colombia, Venezuela, Argentina e Australia”. E “lo spazio che occupa la promozione dell’Umbria nelle attività degli umbri all’estero è ormai consistente e articolato in diverse modalità di intervento”. “Vogliamo ora lavorare - ha concluso Galanello - nell’organizzazione della Conferenza dei Giovani dell’Australia che, si terrà nel 2013 e sulla Conferenza dei giovani di origine umbra dell’Europa”.
In occasione dei lavori del Cre – che ha approvato il documento conclusivo contenente le proposte alla Giunta regionale per la formulazione del Piano 2013 degli interventi a favore dei lavoratori emigrati e delle loro famiglie – è stato presentato il progetto “Brain Back” promosso dall’Agenzia Umbria Ricerche, con l’obiettivo di contrastare la cosiddetta “fuga dei cervelli” grazie alla creazione di condizioni favorevoli al rientro nel territorio umbro di ricercatori e lavoratori emigrati (v. Inform n. 207 http://www.mclink.it/com/inform/art/12n20725.htm ) .
Il direttore di Agenzia Umbria Ricerche Anna Ascani ha spiegato: “Si tratta di un progetto innovativo e sperimentale che si pone tre obiettivi principali: studiare il fenomeno emigratorio, favorire il rientro in Umbria di ricercatori e lavoratori emigrati, supportare la creazione di nuove imprese nel territorio regionale da parte degli emigrati, attraverso percorsi di consulenza specialistica e l’erogazione di incentivi. Successivamente alla raccolta dei dati dell’Aire (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) dei 92 comuni umbri, si è passati all’analisi del fenomeno attraverso il questionario Keep in Touch. I primi risultati – ha detto Ascani - confermano la volontà da parte della metà degli emigrati umbri intervistati di tornare nella terra di origine e ben il 62% vorrebbe farlo entro due anni. Il 54% afferma anche che tornerebbe in Umbria per aprire un’impresa, legata soprattutto alle attività professionali, scientifiche e tecniche. Inoltre, gran parte degli intervistati dichiara di avere già attivato rapporti con imprese ed istituzioni umbre e ciò si riflette sull’obiettivo principale del Progetto e cioè sulla possibilità di costruire e supportare reti permanenti tra emigrati umbri e mondo produttivo, culturale ed istituzionale regionale. Il progetto – ha aggiunto Ascani - avrà un ulteriore sviluppo con la pubblicazione sul sito www.brainbackumbria.eu di un’area riservata dedicata alle imprese, all’interno della quale le imprese potranno entrare in contatto con i giovani umbri che hanno risposto ad un apposto questionario e hanno inviato il proprio curriculum. Ciò - ha concluso il direttore Ascani - per favorire lo scambio di esperienze e promuovere collaborazioni tra imprese umbre e giovani che dalla nostra regione sono emigrati”.
L’avviso pubblico, inserito nel Bollettino della Regione Umbria (n.49 del 4 dicembre – Parte Terza), è rivolto agli emigrati di origine umbra per nascita, per discendenza o per residenza che abbiano maturato un periodo all’estero per motivi di studio o di lavoro non inferiore a 24 mesi e che intendano avviare, entro tre mesi dalla data di assegnazione del contributo, un’attività d’impresa o di lavoro autonomo con sede legale ed operativa in Umbria”. Sono previsti contributi nella misura massima di 20 mila euro, comunque non superiori all’80% del costo del progetto. Sono ammissibili a finanziamento le spese di costituzione, di inizio attività, per la fidejussione bancaria/assicurativa, le consulenze e investimenti in beni materiali e immateriali, come software di natura specialistica, licenze, marchi, diritto di brevetto ed altri diritti di proprietà industriale, costi di ricerca e di pubblicità, portale web e attività connesse. I progetti potranno essere presentati all’Agenzia Umbria Ricerche fino al 30 maggio 2013. (Inform)