INFORM - N. 231 - 10 dicembre 2012


ASSEMBLEA PLENARIA CGIE

Nell’ambito del seminario sulla diffusione e l’insegnamento della lingua e cultura italiana all’estero

La tavola rotonda dei rappresentanti istituzionali

Gli interventi di Sandalli (Mae), Cornero (Rai), Ravaglia (Mae), Cifone (Miur), Lombardi (Cgie), Cecchi (Toscani nel mondo), Ricciulli (Mae) e di altri esperti del settore

 

ROMA – Nell’ambito del seminario, promosso da Mae, Miur, Cgie e Regioni, dal titolo “La diffusione e l’insegnamento della lingua e cultura italiana all’estero: attori, criticità e buone prassi – Una riflessione di prospettiva” si è svolta una tavola rotonda ristretta ai rappresentanti istituzionali.

Questo dibattito è stato coordinato e introdotto da Vittorio Sandalli, della direzione generale del Mae per la Promozione del Sistema Paese, che ha sottolineato la necessità sia di elaborare un documento conclusivo con le risultanze del seminario, da consegnarsi al Parlamento, sia di una proiezione unificata verso l’estero della proposta dell’Italia in campo linguistico, culturale ed economico. In pratica un’unica realtà che porti con se ricchezze da valorizzare. Sandalli ha anche ricordato come , al fine di favorire questa sinergia nella proiezione verso l’estero. sia stata costituita, nell’ambito della promozione di carattere economico e commerciale, una cabina di regia per l’internazionalizzazione del sistema paese che si prefigge la costituzione di una strategia comune e vede la presenza congiunta di attori istituzionali e privati.  Per Sandalli è inoltre necessario che la consapevolezza delle potenzialità della nostra cultura per la promozione del sistema paese non rimanga nella cerchia dei soliti esperti ma si estenda alla società civile italiana.  

Dal canto suo Lordana Cornero, della direzione Relazioni Istituzionali e Internazionali della Rai nonché segretario generale della Comunità Radiotelevisiva Italofona, ha evidenziato l’esigenza di ripristinare gli accordi Rai- Mae che per anni hanno consentito di fornire gratuitamente agli istituti Italiani di Cultura nel mondo e alle televisioni straniere programmi il lingua italiana. La Cornero ha anche segnalato la messa in onda,  in vari paesi del mondo e gratuitamente, dei corsi di lingua multimediali di Rai Educational e l’accordo siglato dalla Rai con i dipartimenti di italianistica di 70 università americane per la fornitura di programmi multimediali.  Un modo di fare sistema attraverso gli oltre 600 siti della Rai. La Cornero ha poi ricordato che la Comunità Italofona nacque nel 1985 con lo scopo di raccogliere radio e televisioni legate al servizio pubblico che trasmettevano in italiano. Un sodalizio, volto a diffondere la lingua italiana, che oggi si è molto esteso comprendendo variegate esperienze comunicative come ad esempio “Radio Colonia”.

“L’italiano – ha affermato il direttore generale del Mae per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie Cristina Ravaglia - è una lingua universale e non qualunque. Io credo che il seminario odierno rappresenti un esempio di come si possa, attraverso lo scambio di informazioni, lavorare insieme, facendo ciascuno il proprio compito. E’ un obiettivo molto concreto quello che ci dobbiamo prefiggere nell’immediato futuro per domani o dopodomani. Dividiamoci i compiti, passiamoci le informazioni facciamo ciascuno il proprio lavoro e io credo che i risultati verranno. Poi – ha concluso la Ravaglia - potrà venire l’idea della creazione di una comunità internazionale italofona che potrebbe essere un passo successivo,  ma procediamo per piccoli passi, in modo graduale”.

Dell’importanza di portare avanti il lavoro attraverso uno sforzo comune ha parlato anche Maria Vittoria Cifone del Miur che ha sottolineato la necessità di creare sinergie soprattutto nel settore della  formazione degli insegnati, anche attraverso interventi mirati in base alla specificità delle varie aree geografiche. La Cifone ha inoltre ricordato il positivo lavoro svolto, sempre nel campo della formazione, con le autorità locali all’estero.  

Dal canto suo Norberto Lombardi, componente del Comitato di Presidenza del Cgie, ha evidenziato come l’attuale crisi economica possa rappresentare per questo settore anche un’opportunità di cambiamento che apre la strada ad un impegno di riforma da consegnare al nuovo parlamento. Lombardi ha sottolineato l’esigenza di accelerare il processo di transizione della promozione culturale e linguistica italiana verso una nuova strategia che, dando spazio alla qualità, permetta di superare l’attuale sistema al momento non più sostenibile a causa della carenza di risorse. Alla luce di questa valutazione da Lombardi è stata auspicata sia la creazione di un soggetto che, su esempio del modello europeo, consenta di coordinare ed unificare tutte le articolazioni  della mano pubblica con gli altri operatori attivi nel settore, sia il ripristino dei Piani Paese che permettevano di coordinare gli interventi della promozione linguistica culturale ascoltando le istanze del territorio. Il consigliere del Cgie ha anche chiesto che le risorse risparmiate con il richiamo in patria dei docenti di ruolo all’estero siano reinvestite nel medesimo settore. “Facciamo subito il possibile – ha concluso Lombardi - per passare dalla razionalizzazione alla riforma. Questo è il nostro obiettivo per il prossimo futuro”.

Dopo la puntualizzazione del direttore generale Ravaglia che ha ricordato il costante impegno della DGIT per il controllo della qualità degli enti che operano in questo settore,  Nicola Cecchi di Toscani nel Mondo ha posto in evidenza la necessità di un coordinamento delle attività culturali svolte dalle varie regioni per gli italiani nel mondo e di creare opportune sinergie e con i privati all’estero al fine di porre in essere un’industria della lingua e cultura italiana. Cecchi ha anche suggerito la diffusione gratuita in America Latina delle fiction prodotte dalle televisioni italiane.

Lo scrittore Federico Guiglia ha invece rilanciato la proposta, già avanzata nel corso del seminario, della creazione di una comunità internazionale italofona che consenta ai paesi e alle personalità interessate all’italiano di avere un luogo d’incontro e di confronto. Mirko Tavoni, presidente del Consorzio interuniversitario ICoN , si è invece soffermato sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie telematiche per la formazione a distanza. Tecnologie che permettono di risparmiare risorse senza rinunciare all’insegnamento di qualità. Dopo l’intervento di Remo Sernagiotto della Ca Foscari, che ha auspicato la creazione di sinergie fra le università italiane che lavorano nella formazione all’estero anche attraverso l’attivazione di una banca dati in comune, Giovanni Ricciulli, della direzione generale del Mae per la Promozione del Sistema Paese, ha sottolineato come a tutt’oggi “emerga un condiviso desiderio di migliorare la diffusione della lingua italiana all’estero, non soltanto come strumento di conservazione, ricoperta e trasmissione della propria identità,  ma come mezzo di promozione di un’immagine compiuta ed attuale del nostro paese in tutte le sue componenti economiche e culturali. (Goffredo Morgia - Inform)  

 


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