ASSEMBLEA PLENARIA CGIE
Nell’ambito del seminario sulla diffusione e l’insegnamento della lingua
e cultura italiana all’estero
La tavola rotonda dei rappresentanti istituzionali
Gli interventi di Sandalli
(Mae), Cornero (Rai), Ravaglia (Mae), Cifone (Miur),
Lombardi (Cgie), Cecchi (Toscani nel mondo), Ricciulli (Mae) e di altri esperti
del settore
ROMA – Nell’ambito del seminario, promosso da Mae, Miur, Cgie e Regioni, dal titolo “La diffusione e l’insegnamento della lingua e cultura italiana all’estero: attori, criticità e buone prassi – Una riflessione di prospettiva” si è svolta una tavola rotonda ristretta ai rappresentanti istituzionali.
Questo dibattito
è stato coordinato e introdotto da Vittorio Sandalli,
della direzione generale del Mae per
Dal canto suo
Lordana Cornero, della direzione
Relazioni Istituzionali e Internazionali della Rai nonché segretario generale
della Comunità Radiotelevisiva Italofona, ha evidenziato l’esigenza di ripristinare
gli accordi Rai- Mae che per anni hanno consentito
di fornire gratuitamente agli istituti Italiani di Cultura nel mondo e alle
televisioni straniere programmi il lingua italiana.
“L’italiano –
ha affermato il direttore generale del Mae per gli
Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie Cristina Ravaglia - è una lingua
universale e non qualunque. Io credo che il seminario odierno rappresenti un
esempio di come si possa, attraverso lo scambio di informazioni, lavorare insieme,
facendo ciascuno il proprio compito. E’ un obiettivo molto concreto quello che
ci dobbiamo prefiggere nell’immediato futuro per domani o dopodomani. Dividiamoci
i compiti, passiamoci le informazioni facciamo ciascuno il proprio lavoro e
io credo che i risultati verranno. Poi – ha concluso
Dell’importanza
di portare avanti il lavoro attraverso uno sforzo comune ha parlato anche Maria
Vittoria Cifone del Miur
che ha sottolineato la necessità di creare sinergie soprattutto nel settore
della formazione degli insegnati, anche attraverso interventi mirati in
base alla specificità delle varie aree geografiche.
Dal canto suo Norberto Lombardi, componente del Comitato di Presidenza del Cgie, ha evidenziato come l’attuale crisi economica possa rappresentare per questo settore anche un’opportunità di cambiamento che apre la strada ad un impegno di riforma da consegnare al nuovo parlamento. Lombardi ha sottolineato l’esigenza di accelerare il processo di transizione della promozione culturale e linguistica italiana verso una nuova strategia che, dando spazio alla qualità, permetta di superare l’attuale sistema al momento non più sostenibile a causa della carenza di risorse. Alla luce di questa valutazione da Lombardi è stata auspicata sia la creazione di un soggetto che, su esempio del modello europeo, consenta di coordinare ed unificare tutte le articolazioni della mano pubblica con gli altri operatori attivi nel settore, sia il ripristino dei Piani Paese che permettevano di coordinare gli interventi della promozione linguistica culturale ascoltando le istanze del territorio. Il consigliere del Cgie ha anche chiesto che le risorse risparmiate con il richiamo in patria dei docenti di ruolo all’estero siano reinvestite nel medesimo settore. “Facciamo subito il possibile – ha concluso Lombardi - per passare dalla razionalizzazione alla riforma. Questo è il nostro obiettivo per il prossimo futuro”.
Dopo la puntualizzazione del direttore generale Ravaglia che ha ricordato il costante impegno della DGIT per il controllo della qualità degli enti che operano in questo settore, Nicola Cecchi di Toscani nel Mondo ha posto in evidenza la necessità di un coordinamento delle attività culturali svolte dalle varie regioni per gli italiani nel mondo e di creare opportune sinergie e con i privati all’estero al fine di porre in essere un’industria della lingua e cultura italiana. Cecchi ha anche suggerito la diffusione gratuita in America Latina delle fiction prodotte dalle televisioni italiane.
Lo scrittore Federico
Guiglia ha invece rilanciato la proposta, già avanzata
nel corso del seminario, della creazione di una comunità internazionale italofona
che consenta ai paesi e alle personalità interessate all’italiano di avere un
luogo d’incontro e di confronto. Mirko Tavoni, presidente del Consorzio interuniversitario ICoN , si è invece soffermato sulle opportunità offerte dalle
nuove tecnologie telematiche per la formazione a distanza. Tecnologie che permettono
di risparmiare risorse senza rinunciare all’insegnamento di qualità. Dopo l’intervento
di Remo Sernagiotto della Ca Foscari, che ha auspicato la creazione di sinergie fra le
università italiane che lavorano nella formazione all’estero anche attraverso
l’attivazione di una banca dati in comune, Giovanni Ricciulli,
della direzione generale del Mae per