INFORM - N. 230 - 7 dicembre 2012

 


ITALIANI ALL’ESTERO

Incontro con il sindaco di Hannover Stephan Weil: discussi i temi di maggiore interesse per la comunità italiana

Vi hanno partecipato il Console generale Gianpaolo Ceprini, il Presidente del Comites Giuseppe Scigliano e la signora Todescato responsabile del settore culturale e scuola del Consolato

 

HANNOVER - Il 28 novembre scorso il Console Generale Gianpaolo Ceprini, il Presidente del Comites di Hannover, Giuseppe Scigliano e la signora Todescato responsabile del settore culturale e scuola del Consolato Generale sono stati ricevuti dal Sindaco della Città di Hannover, Stephan Weil, per discutere sui principali temi d’interesse per la comunità italiana.

Questi gli argomenti: la nuova emigrazione italiana in Bassa Sassonia; l'assistenza alla nuova emigrazione; l'integrazione; la disoccupazione; le attività culturali; i corsi di lingua e cultura nelle scuole primarie della Città di Hannover e nella Bassa Sassonia; i corsi di formazione; i corsi per anziani; l'introduzione della lingua italiana tra le lingue opzionali dell'Università; la riapertura della cattedra di italianistica in Hannover.

Temi importanti - è detto in una nota del Comites - ma che travalicano sicuramente le attuali competenze del Sindaco Weil ma che il Console Generale ha voluto affrontare in previsione di un possibile cambio della guardia al comando del governo regionale.

Sulla nuova emigrazione italiana in Bassa Sassonia, l'assistenza alla nuova emigrazione e l'integrazione, il Console Generale ha detto al Sindaco Weil che dalla fine del 2010 ad oggi sono immigrati in Bassa Sassonia ben 1310 cittadini italiani di cui 566 in Hannover e distretto. Di questi circa 250 sono nuclei familiari con bambini di diversa età, cosa questa che comporta il loro inserimento sia nelle scuole, sia nel mondo del lavoro visto che buona parte dei Capi famiglia, qui giunti alla ricerca del lavoro non sempre trovano l'attività sperata anche e soprattutto per la scarsa conoscenza della lingua tedesca. Gli stessi dati forniti dal Kultusministerium evidenziano ad esempio che nella Oberschule i corsi di italiano sono assenti e nella 10-12 classe dei gymnasium la mancanza di docenti ha decretato la chiusura dei corsi.

Il Presidente Scigliano ha ribadito l'importanza di sostenere la riapertura di questi corsi pregando il Sindaco, se eletto presidente della regione, di voler ripristinare l'insegnamento della lingua materna fino alla decima classe, così come avveniva fino al 2007. Tale esigenza , ha detto, e' ancor piu' necessaria per i nuovi arrivati che eviterebbero di subire un pregiudizio da questa evidente carenza. Ha ribadito infatti che questi corsi, ridotti fino alla quarta classe, sono stati decimati specialmente nei piccoli paesini del distretto - e non solo - dove non si raggiunge il numero legale per poterli istituire.

Weil ha chiaramente condiviso queste richieste impegnandosi a convocare i rappresentanti italiani ed anche quelle di altre etnie per affrontare e risolvere questa specifica esigenza della collettività non solo italiana.

Sulla disoccupazione e sui corsi di formazione anche per gli anziani il Console Generale ha fatto presente al Sindaco che buona parte dei giovani che concludono gli studi secondari non sempre riescono a trovare lavoro. Tra questi ci sono inoltre molti laureati recentemente arrivati che a causa della scarsa conoscenza della lingua tedesca non riescono a trovare lavoro adeguato alle loro professionalità. Il Sindaco Weil ha condiviso l'esigenza di incrementare i corsi presso la VHS di Hannover e nelle sezioni distaccate per favorire  l'apprendimento delle lingua tedesca da parte di questi giovani in cerca di lavoro.  Ha poi fatto presente che sarebbe interessante se si potrebbero avviare una serie di corsi di formazione per apprendisti al fine di dare loro una specializzazione utile a migliorare la ricerca di lavoro.

Sulle attività culturali, con particolare riguardo all'introduzione della lingua italiana tra le lingue di studio dell'Università, la signora Todescato ha illustrato come a fronte di una richiesta crescente di studio della lingua italiana presso le Università di Hannover e della Bassa Sassonia, proveniente sia dalla nostra collettività studentesca, sia dalla numerosa utenza tedesca, diversamente da altri Laender proprio per l'impostazione data ai corsi di laurea ove la scelta sul piano linguistico la si e' voluta indirizzare escludendo la lingua italiana tra le opzioni suggerite anche in violazione dell'Accordo italo-tedesco dell'8.2.1956 e del Protocollo esecutivo del 2002.

Il Presidente del Comites ha ribadito che per introdurre la lingua italiana quale quarta lingua di scelta nelle università di Hannover e della Bassa Sassonia c'e' da fare la scelta prioritaria di portare la nostra lingua come terza lingua opzionale fino alla dodicesima classe dei ginnasi affinché si possano avere i requisiti successivi per l'Università.

Il Console Generale ha affrontato anche la questione della riapertura di una cattedra di italianistica in Hannover che aveva funzionato fino al 2002 e della quale ora si sente una forte necessità. La Todescato ha illustrato brevemente come fu chiusa e le forti discussioni che ne derivarono nonostante fosse assai elevata l'utenza che frequentava i corsi (circa 330 allievi). Il Sindaco Weil ha ricordato che fu una decisione politica a decretare la fine di questo Istituto. Ha condiviso tuttavia l'esigenza che esso venga quanto prima riaperto essendo una importante istituzione sul piano della cultura della quale Hannover non si deve privare.

A chiusura dell’incontro il Sindaco, rivolgendosi a Scigliano, quale membro della Consulta del governo tedesco, gli ha fatto presente che i nostri allievi sono scarsamente integrati nelle scuole. Scigliano ha risposto che la percentuale va letta molto attentamente, perché essa non rispecchia la realtà in quanto nelle statistiche non risultano i bambini nati dai matrimoni misti che rientrano nella voce 'studenti tedeschi' questo comporta che la percentuale reale è molto più bassa. Molti italiani ormai in possesso di soli passaporti tedeschi (quelli fino al 1983) e quelli con doppio passaporto mostrano che la collettività italiana è più vasta ed integrata di quanto si pensi. (Inform)

 


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