INFORM - N. 230 - 7 dicembre 2012

 


LA SCOMPARSA DI OSCAR NIEMAYER

Il cordoglio di Fabio Porta, presidente dell’Associazione di Amicizia Italia-Brasile

Il mondo perde il “poeta del segno e delle curve”, un architetto da sempre impegnato nella politica e nella società

 

ROMA - Con la morte di Oscar Niemayer l’umanità perde forse il maggiore architetto del dopoguerra: il progettista di Brasilia, del Palazzo delle Nazioni Unite, in Italia della sede della Mondadori e dell’auditorium di Ravello.

Chiamarlo semplicemente “architetto” - afferma Fabio Porta, presidente dell’Associazione di Amicizia Italia-Brasile - sarebbe davvero diminuitivo: l’impegno sociale e politico, la sua straordinaria e intensa attività professionale, la sua profonda e complessa umanità ne fanno a tutti gli effetti uno dei grandi geni del XX secolo; un genio unico e poliedrico, una figura rara che ha marcato la storia e non solo l’architettura del suo Paese.

A noi italiani - puntualizza Porta, deputato del Pd eletto in America Meridionale - il compito di onorarne la memoria, a partire dalla valorizzazione di una delle sue ultime opere, l’auditorium di Ravello, che una certa burocrazia e tanta disattenzione politica hanno negli ultimi anni rischiato di compromettere irrimediabilmente. (Inform)

 


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