Domani presso la Provincia di Trento sarà presentato il libro di Renzo Maria
Grosselli sugli emigrati fiemmesi a Rodi
“Gli uomini del legno sull’isola delle
Rose. La vicenda storica del villaggio italiano di Campochiaro a Rodi 1935-1947”
TRENTO – La sala stampa della Provincia di Trento domani
6 dicembre alle ore 11 ospiterà la presentazione del libro di Renzo Maria Grosselli
“Gli uomini del legno sull’isola delle Rose. La vicenda storica del villaggio
italiano di Campochiaro a Rodi 1935-1947”, appena uscito per i tipi della casa
editrice trentina Curcu & Genovese.
Il volume ricostruisce, anche con l'ausilio di immagini
inedite, una pagina di storia sconosciuta ai più ed è frutto del lavoro di scrittura
e ricerca del Comitato familiari degli emigranti fiemmesi a Rodi e del giornalista
e scrittore Renzo Maria Grosselli.
Nel 1935 dalla Valle di Fiemme giunse sull’Isola di Rodi,
Protettorato italiano, un gruppo di boscaioli e segantini con le famiglie. Il
governatore italiano Mario Lago creò per loro un nuovo villaggio che fu chiamato
Campochiaro. Li raggiunsero altri convalligiani e pochi altri trentini. Avrebbero
dovuto, con minoranze altoatesine e friulane, occuparsi della coltivazione delle
locali foreste, depauperate nel corso degli ultimi secoli. Una emigrazione organizzata
al meglio che, nelle intenzioni della maggioranza dei trentini doveva essere definitiva.
Ma la “grande storia” aveva deciso altrimenti.
Il Dodecaneso a partire dalla fine del 1936 divenne un
avamposto “strategico” del nuovo impero italiano e conobbe un processo di massiccia
militarizzazione. Quindi, con l'entrata in guerra dell'Italia, fu stretto nella
morsa navale e aerea degli inglesi con continui bombardamenti e scarsità di viveri.
Una parte dei trentini scelse di rientrare nella propria terra nel 1939, altri
nel 1943, quando l'Arcipelago passò sotto lo spietato controllo dell'esercito
tedesco. Con la sconfitta dell'Italia, e dopo due anni di amministrazione inglese,
il Dodecaneso passò sotto amministrazione greca e le famiglie trentine che avevano
sperato di poter rimanere in quella terra, in cui avevano intessuto rapporti di
amicizia e reciproca stima con la popolazione locale, dovettero lasciare l'isola.
Le ultime fecero rientro in patria nel 1947. Campochiaro, ora abitata da famiglie
greche, cambiò di nome, venendo a chiamarsi Eleoussa. A partire dagli anni '80
nacque in Valle di Fiemme un flusso di turismo verso Rodi, fatto di ex emigrati
e di loro figli e nipoti che, nei decenni, avevano trasformato in un “mito” le
vicende di quella emigrazione.
Alla presentazione che si terrà domani parteciperanno
oltre all’autore del libro l’assessore all'urbanistica, enti locali e personale
Mauro Gilmozzi, una rappresentanza del Comune di Cavalese guidata dall'assessore
alla cultura Sergio Finato, e una rappresentanza del Comitato familiari degli
emigranti fiemmesi a Rodi.(Inform)