MEMORIA
Il 5 e l’11 dicembre un libro e un
documentario sarannno presentati all’Istituto Italiano
di Cultura di Tel Aviv
Diari di Nino
Contini dal confino e da Napoli liberata e film su “Emanuele Artom, il ragazzo di Via Sacchi”
TEL AVIV – All’Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv il
5 dicembre, alle ore 18, sarà presentato
Il lbro “Nino Contini (1906‐1944): quel ragazzo in gamba di nostro padre.Diari
dal confino e da Napoli liberata” a cura di Bruno e Leo Contini (Giuntina edizioni).
Nino Contini, nato a Ferrara nel 1906, giovane e brillante
avvocato, sionista e antifascista della prima ora, promotore della “achsciarà” di Ferrara, fu detenuto e confinato dal '41 fino
alla caduta del fascio, poi attivista del Partito d’Azione nella Napoli liberata,
fino alla morte che lo colse improvvisa nell'ottobre ’44. I suoi diari costituiscono
il corpo del libro che è integrato dagli interventi di Gloria Chianese
e di Alessandra Minerbi, rispettivamente di contenuto
storico e sociale, nonché da una post-fazione di Clotilde Pontecorvo. Il libro,
testimonianza autentica e drammatica, in tempo reale, degli sconvolgenti fatti
del periodo, contiene anche sorprendenti e anticipatorie interpretazioni, manifestazioni
di talento letterario, e costituisce una valida dimostrazione dell’impiego proficuo
della detenzione da parte dell'autore, cultore e fruitore dell’amore per la moglie
Laura e per i figli. Laura Contini, pianista, ereditò il patrimonio morale del
marito, nel cui spirito crebbero i loro due figli. Morì, come il marito in circostanze
casuali, all’età di 45 anni. All’incontro del 5 dicembre,che si svolgerà in italiano,
interverranno Anna Foa, docente all’Università degli Studi di Roma La Sapienza,
e visiting professor all’Università Ebraica di Gerusalemme; Bruno Contini, docente
all’Università di Torino e visiting professor all’Università di Tel Aviv; Leo
Contini, artista plastico Tel Aviv-Giaffa. L’incontro sarà moderato dallo
scrittore Corrado Israel De Benedetti. L’inconTro è segnalato dal Comites di Israele. La sede dell’Iic
di Tel Aviv è in 25 Hamered Street.
Sempre all’Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv, l’11
dicembre alle 18, sarà presentato il film-documentario “Emanuele Artom, il ragazzo di Via Sacchi” (2011) del regista Francesco
Momberti. Presenta Tullio Levi. Interviene Jack Arbib.
Il film , della durata di 58 minuti ,sarà in italiano con sottotitoli in inglese.
Il giovane regista Francesco Momberti
ha realizzato il film, una co-produzione della Comunità Ebraica di Torino, di
Piano Erre e della Film Commission Piemonte, ispirandosi
ai Diari di Emanuele Artom. Il film, che è stato presentato
nell'ambito delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, ripercorre i
mesi di guerra partigiana, attraverso documenti visivi e sonori, testimonianze
dei compagni di lotta di Artom e contributi di persone
che direttamente o indirettamente sono entrati in contatto con il suo mondo. Emanuele
Artom era nato nel 1915 in una famiglia della borghesia
ebraica torinese in cui convivevano una solida tradizione ebraica ed un altrettanto
solido sentimento di partecipazione alle vicende del proprio paese. Nella famiglia
Artom maturò ben presto un sentimento di ferma opposizione
al fascismo, naturale conseguenza del fermo consolidamento delle radici del proprio
ebraismo visto come summa di principi etici e morali cui ispirare le proprie azioni
ed i propri comportamenti. Casa Artom diventò uno dei
luoghi simbolo dell’ebraismo e dell’antifascismo torinese ed è in quell’atmosfera
di rigore morale e di serietà negli studi che si formò Emanuele Artom.
Rigore morale e serietà di studi cui certamente contribuì anche la frequentazione
prima del liceo "D’Azeglio", poi della facoltà di Lettere di Torino
ed infine della Casa Editrice Einaudi, che misero Artom
in contatto con i tanti protagonisti di quell’irripetibile stagione che fece di
Torino un faro nel campo della cultura umanistica, del diritto, delle scienze
politiche e sociali, delle discipline scientifiche ed infine dell’antifascismo
militante. A partire dal gennaio del 1940, Emanuele Artom
annotò in un diario gli eventi che si succedevano nella sua vita e le sue considerazioni:
si tratta di un documento unico e straordinario nel panorama della memorialistica
antifascista e partigiana.Emanuele Artom lottò in Val Infernotto, in Val Pellice, in Val Germanasca: fu catturato dai tedeschi durante un rastrellamento
in prossimità del Colle Giulian, in Val Pellice il 25 marzo del 1944.
Dopo essere stato torturato per cinque giorni venne trasferito alle Carceri Nuove
di Torino dove morì dopo una settimana di ulteriori atroci torture. A Emanuele
Artom è dedicata la scuola media ebraica di Torino.
Tullio Levi, dopo aver a lungo militato nella Fgei, ha ricoperto per numerosi anni il ruolo di consigliere
della Comunità Ebraica di Torino e ne è stato presidente dal 1981 al 1987 e, successivamente,
dal 2005 al 2011. E’ stato membro del Consiglio e della Giunta dell’Ucei
dal 1994 al 1998. Alla fine degli anni ’70, con altri amici, ha dato vita al Gruppo
di Studi Ebraici di Torino e nel 1975 è stato co-fondatore del giornale Ha Keillah,
partecipando poi a lungo al Comitato di Redazione. E’ membro del Consiglio Direttivo
del Centro Internazionale di Studi Primo Levi di Torino. Numerosi suoi articoli
sono stati pubblicati su Ha Keillah e su altri organi
della stampa ebraica italiana. (Inform)